backstair / Bloody Money
15 Febbraio 2018
18:21

Corruzione e rifiuti in Campania: reazioni del mondo politico all’inchiesta di Fanpage.it

Dura condanna per l’indagine in corso a Napoli negli uffici di Luciano Passariello, consigliere regionale, componente della commissione anticamorra e capolista di Fratelli d’Italia, in seguito a una inchiesta di Fanpage.it su presunti reati di corruzione e scambio di voto. Le reazioni di Liberi e Uguali e del Movimento 5 Stelle, che si appella al Pd: “Condanni subito la vicenda”.
A cura di Ida Artiaco
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Bloody Money, inchiesta su rifiuti e politica

È caos in Campania in seguito alle perquisizioni scattate nelle ultime ore negli uffici di Luciano Passariello, attuale consigliere regionale nonché candidato alla Camera dei Deputati come capolista di Fratelli d'Italia a Napoli nelle prossime elezioni politiche, che si terranno domenica 4 marzo. Le indagini, coordinate dal capo della Procura di Napoli Giovanni Melillo e dal procuratore aggiunto e coordinatore della Dda Napoli Giuseppe Borrelli, sono frutto di parte di una inchiesta video di Fanpage.it che riguarda il ciclo dei rifiuti, durata 6 mesi e che sarà pubblicata nelle prossime ore, in cui si documenta una serie di attività che coinvolgono alcuni esponenti politici, quasi tutti candidati alla prossima tornata elettorale e appartenenti a diversi schieranti.

Non si sono fatti attendere i commenti del mondo politico. Tra i primi a prendere la parola sullo scandalo nel capoluogo partenopeo c'è Arturo Scotto, deputato di Mdp-LeU. "Le indagini per corruzione, voto di scambio e traffico dei rifiuti che investirebbero il candidato di Fratelli d'Italia Passariello aprono un brutto squarcio su questa campagna elettorale. Il voto nella Regione rischia di essere pesantemente inquinato dai fatti contestati nell'indagine: partecipate, incarichi politici, voto di scambio, camorra sono elementi che aprono una questione morale gigantesca. Chiediamo chiarezza, a partire anche da chi non ha controllato a sufficienza il funzionamento di queste strutture". Gli ha fatto eco il collega di partito Peppe De Cristofaro, candidato al Senato e capolista a Napoli, che ha aggiunto: "La Meloni farebbe bene a scegliere meglio i propri referenti territoriali e i candidati del suo partito. Evidentemente era troppo impegnata ad occuparsi delle mummie egiziane invece che degli italiani che la rappresentano".

Anche il Movimento 5 Stelle è intervenuto sul caso che sta agitando la politica campana, parlando di un vero e proprio terremoto. Come si legge sulla pagina ufficiale del M5S, ci sono "guai in vista sotto il Vesuvio per centrodestra e Pd. Sono in corso perquisizioni negli uffici del candidato del centrodestra, Luciano Passariello, già consigliere comunale e attualmente consigliere regionale – componente delle commissioni Anticamorra e Bonifiche-ecomafie". Proprio al Partito Democratico ha avanzato una richiesta Carla Ruocco, portavoce degli stellati in commissione Finanze alla Camera: "Attendiamo la condanna del Pd sulle vicende che stanno impegnando in queste ore la Dda di Napoli e la guardia di finanza che indagano per corruzione aggravata dall’agevolazione mafiosa e finanziamento illecito dei partiti. Si tratterebbe di una vergognosa vicenda legata a denaro in cambio di appalti assegnati a personaggi vicini o direttamente legati alla camorra. Facendo sempre salva la presunzione d’innocenza dei personaggi coinvolti, di fronte a questi fatti, auspichiamo che il Pd condanni immediatamente la vicenda".

Gli episodi dell’inchiesta

Si ricorda che, a quanto apprende Fanpage.it da fonti investigative, uomini dello Sco, il Servizio centrale operativo, ramo della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato, coordinati dal capo della Procura di Napoli Giovanni Melillo e dal procuratore aggiunto e coordinatore della Dda Napoli Giuseppe Borrelli, sono stati anche alla Sma Campania, società per azioni in house della Regione Campania, specializzata tra le altre cose nel risanamento ambientale, nell’azione di bonifica dei siti inquinati  e nelle reti depurative. Lì sono stati sequestrati atti e documenti e controllato un computer di Lorenzo Di Domenico, attuale amministratore delegato di Sma. Attualmente si lavora su ipotesi che vanno dal voto di scambio alla corruzione e ci sarebbero già dei nomi tra politica e impresa che potrebbero finire nel registro degli indagati.

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