Dubbi sui contenziosi dell'Anm con il Fisco e la Regione Campania che valgono decine di milioni di euro. Salta l'assemblea dei creditori. L'adunanza si sarebbe dovuta tenere oggi per votare il piano di rientro da 180 milioni, mettere la parola fine al concordato fallimentare aperto a dicembre 2017 e poter ripartire con l'amministrazione ordinaria. Tutto rinviato, invece, al 2 luglio prossimo. L'ha stabilito il giudice delegato Francesco Paolo Feo della VII Sezione fallimentare del Tribunale di Napoli, accogliendo la richiesta di proroga dei commissari giudiziali, che la settimana scorsa hanno chiesto approfondimenti proprio sulle partite di dare-avere tra l'Anm e l'Agenzia delle Entrate e la Regione Campania. Per fugare ogni dubbio, l'azienda dei trasporti nelle ultime ore ha già presentato centinaia di pagine di integrazioni. Il mese e mezzo di proroga servirà proprio a dare la possibilità a tutti i creditori di studiare le carte.

Sul tavolo oggi ci sarebbe dovuta essere l'approvazione del mega-piano di rientro da 180 milioni di euro di passivo in 5 anni, che prevede risarcimenti a partire da circa il 60% fino al 100%. Per l'ok del Tribunale, che deve emettere la sentenza di omologazione, bisogna passare prima per il voto dei creditori: occorre la metà più uno. Ma i commissari giudiziali di Anm la settimana scorsa hanno chiesto chiarimenti sull'importo totale della massa dei crediti, in particolare quelli che sarebbero emersi dopo la presentazione della domanda di concordato. Nel mirino, soprattutto i contenziosi con l'Agenzia delle Entrate e con la Regione Campania. Richieste che hanno reso le ultime ore molto concitate. L'Anm ha presentato le integrazioni, confermando la percentuale di soddisfazione inizialmente prevista. Per l'azienda dei trasporti, infatti, in particolare il contenzioso con Palazzo Santa Lucia è già stato inserito nei bilanci e nel piano concordatario. Grazie all'aiuto di una task force di superconsulenti tributari, invece, sembrano essere stati risolti i problemi con l'erario che a febbraio aveva chiesto 35 milioni di euro di arretrati. E adesso l'Anm sembra viaggiare verso un esito positivo del concordato, sulla scorta di quanto già accaduto a Roma con l'Atac.

Intanto, lunedì Palazzo San Giacomo ha finalmente pagato la prima tranche dei trasferimenti per il 2018. Finora non aveva versato ancora nulla per l'anno appena trascorso. Tanto che l'Anm aveva inviato le fatture per sollecitare il pagamento, avvalendosi di una clausola del contratto di servizio. Lunedì, il Comune ha versato i primi 13 milioni di euro per il primo trimestre 2018. Restano in sospeso ancora altri 26 milioni per il secondo e il terzo trimestre. Anche per questi ultimi sono state già presentate le fatture. Altri segnali incoraggianti arrivano, poi, dall'andamento delle vendite dei biglietti e degli abbonamenti nel 2018, che mostrano numeri in crescita.

Per quanto riguarda il mega-debito con l'erario, l'Anm per risolvere il problema ha affidato uno studio ad un'equipe di esperti. Il 20 febbraio scorso, infatti, l’Agenzia delle Entrate aveva battuto cassa ricalcolando in 35 milioni di euro le imposte arretrate ancora in sospeso, 9 milioni di euro in più tra sanzioni e interessi, rispetto a quanto scritto nel piano del concordato fallimentare. Una doccia fredda che ha rischiato di far saltare del tutto il progetto di risanamento, perché si sarebbe corso il rischio di far scendere la percentuale di soddisfazione dei creditori non privilegiati dal 60 al 13%. Tra gli effetti della lettera del Fisco c'è stato il rinvio della prima convocazione dell'assemblea dei creditori che era stata fissata il 28 marzo scorso. L'Anm aveva già ottenuto dal Tribunale una prima proroga di 45 giorni di tempo per trovare una soluzione. Termine che scadeva, appunto, oggi.

Per risolvere il problema del contenzioso, quindi, l'azienda dei trasporti si è affidata ad un super consulente, il commercialista Pietro Luca Bevilacqua, in qualità di advisor fiscale, e allo studio Leo, specializzato in materia tributaria. Entrambi i responsi sono risultati favorevoli. Lo studio Leo ha ritenuto che «le criticità evidenziate dall’Agenzia delle Entrate siano tutte in fase di soluzione e, quindi, non modifichino i termini della Proposta di Transazione Fiscale presentata da Anm». A Bevilacqua, invece, erano stati chiesti dei chiarimenti sulla questione della cessione di un credito Iva per 16 milioni di euro dalla NapoliHolding, società controllante, all'Anm, nonché sull'importo maggiore per sanzioni e interessi chiesto all'azienda dei trasporti dall'Ufficio Controlli Fiscali della Direzione Regionale della Campania dell'Agenzia delle Entrate. Ma anche in questo caso, per l'esperto, il verbale del fisco sarebbe risultato «del tutto infondato» e comunque facilmente risolvibile anche attraverso l'uso del Decreto Pace Fiscale, adottato dal Governo l'anno scorso. Anche per il contenzioso sul «credito Iva – quindi – la percentuale del concordato non dovrebbe subire nessuna drastica riduzione».