“Dal Governo e dalla Regione misure insufficienti per aiutare il settore del turismo in Campania per fronteggiare la crisi del Coronavirus. Così rischiamo il collasso. Servono misure urgenti, o sarà una catastrofe”. Scoppia la protesta degli addetti del turismo in Campania che oggi sono scesi in piazza del Plebiscito per protestare contro la crisi che ha travolto tutta la filiera. Agenti di viaggio, guide, animatori, noleggiatori, commerciali, bed & breakfast, attività extra alberghiere si sono dati appuntamento sotto il palazzo della Prefettura di Napoli, per sensibilizzare le istituzioni sul problema, perché nonostante la fase del lockdown sia passata, l'uscita dal tunnel per il settore sembra ancora lontana. Alla manifestazione, dal titolo #turismoinstatodicrisi, hanno subito aderito tante sigle: Agenzie di Viaggio Unite (Adv), Federturismo Confindustria, Aidit, Commerciali Turismo Italia, Associazione Bed & Breakfast e affittacamere della Campania (Abbac).

Gli operatori del turismo: “Noi i più penalizzati”

Da mesi ormai gli addetti del turismo chiedono misure concrete dalle istituzioni per aiutare il comparto. “Se esiste una categoria professionale che pagherà più di altre – scrivono in una nota Adv unite – in termini di perdita di fatturato e di crollo occupazionale, questa è quella degli Agenti di Viaggio. Non sarà sufficiente la riapertura delle attività in Italia dal momento che buona parte delle vendite riguardano anche l’estero e, anche a fronte di una graduale normalizzazione a livello internazionale, resterà a far da freno l’aspetto psicologico”. Nel 2020 le previsioni dicono che il “fatturato crollerà almeno del 75%. Una vacanza in Italia costa generalmente molto meno di un viaggio all’estero e, ottenendo profitto in termini percentuali, più scende la spesa pro capite e meno guadagna un’Agenzia di Viaggi. A parità di medesimi costi di gestione. Proprio in virtù della bassa marginalità a fronte di alti costi di gestione (locazioni, personale, polizze assicurative, tributi vari) nessuna delle azioni proposte dal Governo riuscirà a contenere il crollo del settore”.

Le critiche: “I voucher non servono”

Non mancano quindi le critiche rivolte alle misure introdotte dal Governo a sostegno del turismo: “Il voucher per le persone e le famiglie – scrive Adv Unite Campania – di cui ad oggi si conoscono solo le linee guida, avranno un impatto minimo sul settore. Anzitutto si deve capire se per l’utilizzo del voucher corre l’obbligo per il destinatario di affidarsi alla rete di intermediazione o meno. Immaginando di si, quando l’Agenzia avrà ricevuto il “buono” lo potrà girare sotto forma di pagamento dei servizi (Alberghi in Italia? Alberghi all’estero? Tour operators italiani o stranieri? Compagnie aeree? Società di autonoleggio?) o il terminale dell’operazione sarà proprio l’Agenzia, la quale a quel punto dovrebbe addirittura anticipare di tasca propria il contante per prepagare i servizi richiesti dal cliente? Così, anziché acquisire liquidità avverrebbe l’esatto contrario, magari dovendo scontare questi buoni presso un istituto di credito”.

Cosa chiedono le agenzie di viaggi al Governo

“Estensione al 31 dicembre 2020 delle altre misure messe in campo per le piccole medie imprese in generale (cassa integrazione in deroga, agevolazioni sui canoni di locazione, blocco mutui, scadenze di tasse e tributi), oltre ad altre allo stato non ancora confermate (esenzioni da responsabilità civili e penali relative alla diffusione del covid19 negli ambienti di lavoro, concessione di credito d’imposta per le spese effettuate in ottemperanza alla richiesta sanificazione e messa in sicurezza (distanziamento) del posto di lavoro, esclusione delle quota tasse sulle varie bollette da parte delle aziende fornitrici di servizi). Si deve dare l’opportunità al titolare di Agenzia di scegliere oggi se riaprire o meno la propria attività, questo stillicidio non può continuare. Costituire una via preferenziale e certa per il ricorso al credito entro il limite dei 25.000 euro, che ad oggi non ha prodotto alcun risultato concreto”. “Defiscalizzazione dei pacchetti di viaggio di piacere prenotati tramite la filiera dell’intermediazione, fino ad un importo massimo per anno o per viaggio da stabilire. Regolamentazione dei portali turistici con sede estera che, oltre a non contribuire al nostro erario, usufruiscono anche di regime Iva agevolato, sottraendo traffico e quindi fatturato alle Agenzie di Viaggi. Accordo governativo con i gestori delle carte di credito affinché il costo transazione sia fisso, equiparato quindi a quello di un bonifico bancario”.

Cosa chiedono alla Regione Campania

“La garanzia di una costante e seria lotta agli abusivi di settore”, soprattutto online. “L'insediamento stabile di una Task Force in materia turistica che includa rappresentanti delle Agenzie di Viaggio. A partire dal 01/01/2021 una stretta sorveglianza su tutte le Agenzie Titolari di regolari licenze affinché ottemperino a quanto richiesto dalla legge, e cioè: regolare figura del direttore tecnico, assicurazione responsabilità civile, fondo di garanzia. Con conseguente chiusura di chi non è in regola”.