"Ero allo stadio San Paolo, stavo guardando il Napoli quando è arrivata la notizia della morte di Kobe Bryant. Volevo fare qualcosa, creare una comunità per ricordarlo. Da quell'idea è nata una grande famiglia, e ora siamo qui, per Kobe e per cercare il prossimo Kobe che, forse, arriverà da Montedonzelli". Intervistato da Fanpage.it, Nick Ansom spiega il retroscena dietro la riqualificazione del campetto di basket di Montedonzelli, in zona Rione Alto, nella parte collinare di Napoli. Fino a pochi giorni fa era un campo malridotto, pieno di spazzatura e siringhe usate, oggi è completamente rimesso a nuovo, in ricordo dell'asso del basket e dedicato ai ragazzi che amano quello sport. L'inaugurazione è fissata per domani, 2 febbraio, con il "Kobe Memorial Day", in via Francesco dell'Erba, 3.

"Da piccolo giocavo a calcio – spiega Nick Ansom, all'anagrafe Nicolas Gaillard, giocatore franco-californiano di 36 anni – poi, un giorno, invece di calciare la palla l'ho lanciata in aria. Quel momento mi ha cambiato la vita. Dalla Francia mi sono trasferito a Los Angeles, dove vivo da più di 20 anni, e negli anni ho completato una quindicina di progetti di recupero di campetti di basket in giro per il mondo. Ho cominciato in America con una piccola campagna, ora sono in Italia e mi sento a casa. Quando ho saputo della morte di Kobe ho subito voluto fare qualcosa. Volevo riunire gente, creare una comunità per ricordarlo. L'iniziativa si è diffusa su Internet e molte persone sono arrivate qui per contribuire. Quello di oggi è il progetto più emozionante, perché è nato da un momento di grande tristezza e disperazione".

"A Napoli sta succedendo qualcosa di magico, inimmaginabile e straordinario – scrive su Facebook la Charlatans basket Napoli asd, – da 3 giorni una associazione americana ha deciso di commemorare a Napoli Kobe Bryant con un gesto che denota profonda cultura sportiva ed amore illimitato verso il basket. I ragazzi di #Veniceball sono meritevoli perché gia da anni donano o rimettono in sesto campi da basket in giro per il mondo. Stavolta hanno pensato di coinvolgere anche un noto Street artist (Jorit), Overtime di Luca Mazzella, alcune associazioni del territorio come Charlatans e GuapaNapoli, Desportibus oltre che i ragazzi che frequentano il campo da anni capitanati da Simone Campora e chiunque avesse voglia di dare una mano, per realizzare non un semplice campo da basket, ma un’opera commemorativa senza uguali che ricordasse il campione NBA".