A 20 giorni di distanza dalla prima lettera per gli aiuti alla città di Napoli per superare la crisi del Coronavirus, il sindaco Luigi De Magistris scrive di nuovo al Governatore Vincenzo De Luca: “Avevamo chiesto un tavolo per il sostegno al reddito e il contrasto alla disoccupazione, purtroppo, devo constatare con rammarico che, ad oggi, non c'è stata alcuna risposta”. Il primo cittadino partenopeo aveva messo sulla scrivania del governatore diversi dossier: fondi per il turismo e la cultura, 10 milioni di euro per la nuova fase di Garanzia Giovani a Napoli, incentivi per il commercio, lo sviluppo delle piste ciclabili e la risoluzione della questione dello Stadio Collana, chiedendo l'istituzione di un tavolo permanente. Una richiesta anticipata nel breve incontro di 30 minuti a Palazzo Santa Lucia il 22 maggio scorso e poi esplicitata tramite lettera inviata il primo giugno. Un gesto che inizialmente era sembrato di disgelo, ma al quale poi ha fatto seguito un nuovo acuirsi dei rapporti, con l'ipotesi ventilata di una discesa in campo di De Magistris per le elezioni regionali, in competizione con De Luca, poi sfumata.

La seconda lettera dopo 20 giorni di silenzio da Santa Lucia

Dopo 20 giorni di silenzio, l'ex pm oggi è tornato a farsi sentire con una nuova lettera. Nella missiva del 1 giugno, ricorda il sindaco De Magistris era stata segnalata la drammatica situazione – aggravata dall'emergenza sanitaria da Covid 19 – della crescita esponenziale della disoccupazione e la richiesta di istituzione di un tavolo per adottare misure per il suo contrasto e per il sostegno al reddito. Purtroppo, devo constatare con rammarico che, ad oggi, non c'è stata alcuna risposta. Eppure, come è ben a tua conoscenza – aggiunge – il tessuto economico e civile della nostra città è stato messo a dura prova dagli effetti devastanti della pandemia ed è causa preoccupante di una crescente tensione sociale, collegata alla perdita od alla maggiore precarietà del lavoro. Nella nota ribadivo la massima collaborazione dei miei Uffici con le strutture della Regione Campania, così come si è realizzata, in modo proficuo, su molte altre questioni, grazie anche all'impegno del tuo vice presidente, Fulvio Bonavitacola. A tal proposito – conclude – ti rinnovo la richiesta di istituire, con cortese urgenza, un ‘tavolo operativo' per affrontare le emergenze ed il crescente disagio sociale, a cui occorre fornire adeguate risposte. Confido, nuovamente, in un tuo positivo riscontro”.

“Con la Regione durante il Covid rapporti scadenti”

“Ora non posso candidarmi – ha spiegato poi De Magistris a SkyTg24 – voglio pensare alla città. Ho un altro anno davanti di cui sento il peso e la responsabilità e quindi preferisco rinunciare a un'ambizione personale e impegnarmi h24 per la città. In questo periodo di emergenza la cooperazione istituzionale con la Regione Campania di De Luca è stata molto scadente, non siamo mai stati consultati, non ci hanno mai fatto partecipare ai tavoli, eppure Napoli è la terza città d'Italia, capitale del Mezzogiorno e la sua area metropolitana rappresenta il 56 per cento della popolazione. Questo è molto grave e non fa onore alla leale collaborazione istituzionale. Possiamo dire – aggiunge – che Napoli nonostante questo è stata esemplare visto che su un milione di abitanti in città ci sono stati mille positivi. Lo tsunami non c'è stato grazie al grande senso di responsabilità e maturità dei nostri concittadini”.

“Dopo il Covid – conclude l'ex pm – è cambiata la prospettiva ma per questo ultimo anno punterei soprattutto sulla qualità dei servizi anche senza risorse con un miracolo laico e vogliamo riportare Napoli lì dove l'avevamo portata: al vertice dell'interesse internazionale con tanta energia giovanile, cultura, turismo e attrattività. Vogliamo avere una visione di città dove si mettono al centro le persone, l'umanità, la giustizia sociale e il territorio – ha affermato – e questa sfida la vogliamo vincere già questa estate perché Napoli può essere sicura dal punto di vista sanitario e attrattiva per il rapporto qualità-prezzo e per la sua capacità di meravigliare il mondo. Ce la metteremo tutta perché è necessaria la ripresa economica e sociale. Oggi sono molto più preoccupato del dramma sociale, economico e lavorativo che della ripresa del virus a Napoli”.