Unità, rilancio, smussamento dei conflitti passati, è questo lo spirito con cui le forze del centro sinistra si stanno preparando alle elezioni suppletive del collegio del Senato Napoli 6 che si terranno con ogni probabilità il prossimo 23 febbraio. C'è da sostituire il geologo Franco Ortolani, morto nel novembre scorso, che nel 2018 per il Movimento 5 Stelle sbancò il collegio uninominale che comprende i quartieri di San Carlo all'Arena, Piscinola, Miano, Scampia, Secondigliano, San Pietro a Patierno, Arenella, San Giovanni, Poggioreale, Barra, Vicaria, Vomero e Zona Industriale, con il 53% dei voti. I candidati vanno presentati entro il 18 gennaio e le diplomazie politiche sono a lavoro per trovare un nome che sappia dare una nuova unità ai pezzi del centro sinistra, divisi dal dualismo tra Vincenzo De Luca, che correrà per riconfermarsi presidente della Regione Campania il prossimo maggio e il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris che candiderà una propria coalizione contro il governatore uscente.

Il Pd prova a tessere la tela: si punta ai "delusi" arancioni

E' il Partito Democratico in questi giorni a provare a tessere la tela di una ricomposizione che sembra impossibile, il nuovo corso del neo segretario provinciale Marco Sarracino e del presidente Paolo Mancuso, punta sulla ricostruzione di un centro sinistra in grado di ritrovarsi e di superare le divisioni per fare da argine ad una destra che in Campania come nel resto del paese, trainata dall'ascesa continua della Lega di Salvini, punta a vincere tutte le prossime competizioni, dalle elezioni suppletive del Senato fino alle comunali di Napoli del 2021 passando per le regionali del maggio prossimo. Il dialogo con la società civile, con la reti sociali e con i pezzi di città che non si riconoscono nel Pd, che a Napoli viene da 10 anni di sconfitte e scandali, ma che è stata delusa dall'esperienza arancione, è la chiave di volta del lavoro di ricucitura che i dirigenti democratici stanno provando a mettere in campo in queste settimane. L'idea è semplice, trovare un candidato unitario che sappia unire il Pd, Luigi de Magistris e anche il Movimento 5 Stelle. Tra la segreteria nazionale e quella locale le indicazioni sono chiare: il candidato nel collegio uninominale del Senato a Napoli dovrà essere un esterno al Pd. La speranza è di riuscire a costruire un'alleanza che tenga dentro anche solo uno tra Movimento 5 Stelle e DemA insieme al Pd per vincere il 23 febbraio e, in questo modo, sia riaprire la discussione sulla candidatura alla presidenza della Regione Campania, sia avviare la discussione sulle elezioni comunali di Napoli del 2021, dove un centro sinistra diviso andrebbe verso una pesante sconfitta. Gli incontri si susseguono, anche perché il Pd napoletano sta preparando il percorso dei forum civici che inizierà a febbraio e che sarà il luogo politico dove si discuterà del futuro della città di Napoli e delle elezioni del 2021. C'è da trovare un mister X in 10 giorni però, motivo per cui le agende hanno iniziato a riempirsi sempre di più. I nomi che circolano sono quelli dell'avvocato Domenico Ciruzzi e dell'ex assessore alla cultura del Comune di Napoli Nino Daniele, ma le consultazioni continuano e non è detto che la scelta cada su uno dei due. Anzi.

Guanci in campo per il centro destra, M5S e DemA alle scelte

Il candidato del centro destra alle elezioni suppletive sarà Salvatore Guanci, lo stesso che sfidò il compianto Ortolani due anni fa e fu battuto raccogliendo solo il 22% dei consensi. Guanci risulta oggi più forte grazie all'appoggio di Mara Carfagna a cui è legato da quando condividevano i banchi in consiglio comunale a Napoli. DemA dovrà scegliere se allungare la mano al Pd oppure proseguire in solitaria. Il Sindaco De Magistris è alle prese con la definizione della lista per le elezioni regionali, ma sa bene che non può permettersi di stare fuori dalla competizione per il Senato. Se dovesse correre da solo il rischio è quello di prendere una percentuale molto contenuta che ridimensionerebbe di molto il peso di DemA sulle scelte per le regionali ma soprattutto per le prossime comunali. Per questo la scelta di voler allungare la mano al Pd e dire la propria in una coalizione che potrebbe vincere la competizione risulta di non poco conto. Non è un caso che i nomi che circolano sono tutti in quel solco di mezzo tra Pd e arancioni. Sia Daniele che Ciruzzi hanno mantenuto un buon rapporto con il Sindaco, ma ci sono anche altri nomi che potrebbero essere scovati in quel mondo. Il Movimento 5 Stelle invece sembra la compagine più in difficoltà in questo momento. Se da un lato Roberto Fico vede di buon occhio una possibile alleanza alle suppletive, è pur vero che il suo peso specifico interno al partito a Napoli e in Campania è sempre più basso. La fant0matica "corrente fichiana" nei fatti non esiste e non è mai esistita, non sono mai riusciti a incidere nelle scelte fatte sui territori, e anche il gruppo in consiglio comunale formato da Marta Matano, compagna del senatore Vincenzo Presutto, e Matteo Brambilla appare ormai lontana dal presidente della Camera. Un nome del mondo grillino che avrebbe consentito un accordo agevole con Pd e DemA sarebbe stato quello di Francesco Floro Flores, commissario straordinario per la bonifica di Bagnoli, nominato dal governo Conte e vicino al fratello del Sindaco di Napoli Claudio De Magistris. Ma l'imprenditore ha fatto sapere di non essere disponibile alla candidatura. Quindi la scelta sta tutta nelle mani di Luigi Di Maio, impegnato quotidianamente nell'arginare l'emorragia di parlamentari grillini verso Matteo Salvini. Proprio per questo le decisioni sulla Campania, dalle suppletive alle regionali, sono finite in fondo all'agenda delle priorità. Ma l'impressione è che anche in casa grillina si guardi allo stesso solco su cui puntano lo sguardo Pd e DemA, non è un caso che proprio la consigliera regionale Valeria Cirambino, in una recente intervista a Fanpage.it, abbia affermato la volontà del Movimento di collaborare con i "delusi" di De Magistris, citando Riccardo Realfonzo e Nino Daniele. Di certo la possibile alleanza Pd-M5S-DemA alle elezioni suppletive romperebbe il muro alzato in questi anni dal governatore De Luca e dal Sindaco De Magistris e rimescolerebbe non poco le carte per le successive scadenze elettorali.