Vincenzo Capasso dell'associazione "Let's do It Italy" aveva rilasciato a Fanpage.it un'intervista pochi giorni fa dove spiegava l'incredibile dinamica alla base della crisi rifiuti nel comune di Torre del Greco vicino Napoli. Un contenzioso tra la nuova ditta e gli operai, con il nuovo gestore che si rifiuta di assumere 5 lavoratori arrestati alcuni dei quali con l'accusa di omicidio di stampo camorristico. Il giorno dopo l'intervista sono arrivate alcune telefonate minatorie al telefono personale dell'attivista che ha denunciato il tutto ai carabinieri.

"Non abbiamo paura, siamo nel giusto"

Sono 124 i lavoratori addetti alla raccolta dei rifiuti nel Comune di Torre del Greco che da anni passano da una ditta all'altra, mentre la città si è progressivamente riempita di rifiuti a causa di una raccolta a rilento e dei continui scioperi delle maestranze. La nuova azienda, la Buttol, che dovrà gestire gestire temporaneamente il servizio di raccolta per conto del Comune, guidato dal Sindaco di centrosinistra Giovanni Palomba, si rifiuta di assorbire 5 lavoratori arrestati per gravi reati, tre per omicidio di stampo camorristico e due per truffa. Il sindacato autonomo dei lavoratori chiede il reintegro di tutti compresi i 5. Da qui una serie di scioperi che hanno paralizzato la città sommergendola di rifiuti. Vincenzo Capasso aveva raccontato questo nell'intervista rilasciata a Fanpage.it lunedi' 25 Marzo: "Siamo sotto scacco di un sistema camorristico, perché non lo si può definire in altro modo – aveva detto – è un'emergenza che non si è mai risolta, questo è un problema di stampo mafioso-camorristico". Il giorno dopo, martedì 26 marzo, dopo che l'intervista è andata online su Fanpage.it, sul telefono di Vincenzo Capasso arriva una strana telefonata di minacce. L'autore della breve telefonata è un interlocutore anonimo che non si è qualificato. Capasso ha denunciato il tutto ai Carabinieri di Torre del Greco che hanno avviato le indagini ed hanno chiesto di segnalare agli attivisti ogni avvenimento sospetto. "Ho denunciato tutto ai Carabinieri – spiega Capasso in una nota – la nostra preoccupazione principale resta quella relativa alla gravissima situazione che colpisce i cittadini di Torre del Greco ed i territori della provincia vesuviana, martoriati da anni da sversamenti illegali e da gestioni fallimentari della raccolta dei rifiuti". "Non abbiamo paura – prosegue Capasso – perché sappiamo di essere dalla parte del giusto, che in questo caso è il diritto a vivere senza rischi in un ambiente salubre".

La storia infinita dell'emergenza rifiuti a Torre del Greco

Intanto i comitati e le associazioni del territorio, insieme alle mamme dei bambini delle scuole primarie della città hanno indetto una manifestazione contro l'emergenza rifiuti per venerdì 29 marzo con partenza alle ore 8:30 dall'istituto "Giampietro Romano". Sul fronte della vertenza tra la nuova azienda e i lavoratori, nella giornata di ieri ha fatto registrare una svolta. Resterebbe fuori dalla pianta organica i 5 lavoratori arrestati, questione alla base della crisi di queste settimana. La Buttal dovrebbe avviare il servizio di raccolta dei rifiuti nella giornata di oggi, di certo ci vorranno molte settimane affinché il tutto ritorni alla normalità e le tonnellate di rifiuti abbandonati in strada vengano smaltiti. La crisi rifiuti a Torre del Greco ha una storia lunga, già nel 2017 l'ex Sindaco Ciro Borriello, primo amministratore della Lega Nord in Campania, fu arrestato con l'accusa di aver intascato tangenti dalla ditta dei fratelli Balsamo, Massimo, Antonio e Ciroche gestiva il servizio di raccolta rifiuti in città. Di lì a poco il comune fu sciolto, nel 2018 le elezioni amministrative vennero vinte dalla coalizione di centrosinistra guidata da Giovanni Palomba. Un'elezione che fu macchiata da gravi irregolarità e fenomeni di voto di scambio documentati proprio da una nostra inchiesta che portò all'avvio delle indagini da parte degli inquirenti a cui fece seguito il fermo di 8 persone. Gli interrogatori portano ad alcune ammissioni da parte dei soggetti sottoposti a fermi: l'ipotesi investigativa – le indagini sono ancora in corso – si concentra su un sistema di voto di scambio che avrebbe come contropartita l'assunzione a tempo determinato proprio nel settore della raccolta dei rifiuti. La nuova azienda, la Gema, prese il posto della "Fratelli Balsamo" dopo l'arresto dell'ex Sindaco Ciro Borriello nel 2017, ma non fu in grado di compiere con efficienza il servizio. Anche in quel caso i continui scioperi da parte dei 124 lavoratori paralizzarono le attività di raccolta dei rifiuti. Ora, dopo la chiusura dell'accordo tra la Buttol e i lavoratori, si potrà procedere alla ripresa del servizio. Fino alla prossima gara d'appalto che sarà indetta dal Comune di Torre del Greco per un'ammontare di circa 42 milioni di euro. Un'affare sul quale, c'è da giurarci, la camorra vorrà sicuramente mettere le mani. La parole fine sull'emergenza rifiuti a Torre del Greco sembra essere ancora lontana.