Palazzo Reale di Napoli, dal lato di Piazza del Plebiscito.
in foto: Palazzo Reale di Napoli, dal lato di Piazza del Plebiscito.

È guerra sugli eventi a Napoli nelle piazze vincolate dal ministero dei Beni Culturali. Il nuovo Soprintendente Luigi La Rocca boccia un'installazione già autorizzata dal sindaco Luigi de Magistris in piazza Trieste e Trento, lato Teatro San Carlo, e scrive ai carabinieri: “Noi non abbiamo mai autorizzato questo evento, che pregiudica il decoro della piazza”. Gli uffici comunali vanno nel panico e in una nota al sindaco, al vicesindaco e al capo di gabinetto chiedono per tutte le prossime “analoghe richieste di occupazione di suolo pubblico, sarà necessaria l'autorizzazione della Soprintendenza”. In caso contrario, i vertici di Palazzo San Giacomo dovranno “motivarlo” per iscritto. Un giro di vite sui controlli da parte degli uffici di Palazzo Reale, dove da luglio si è insediato il nuovo Soprintendente Luigi La Rocca, che arriva all'indomani del caso del matrimonio-show di Tony Colombo il 28 marzo scorso in piazza del Plebiscito.

La denuncia della Soprintendenza ai carabinieri: “evento non autorizzato”

Ad innescare lo scontro tra il Comune e la Soprintendenza è l'evento realizzatosi a fine settembre a piazza Trieste e Trento, con l'installazione di un camioncino per una campagna promozionale. “In relazione all'installazione di un truck in piazza Trieste e Trento – ansa San Carlo – scrive il Soprintendente Luigi La Rocca, il 30 settembre, in un documento indirizzato al Comune di Napoli, alla Polizia Amministrativa, al Servizio Cultura del Comune e al Comando del Nucleo Tutela Pubblica di Napoli dei Carabinieri – Questa Soprintendenza non ha mai autorizzato tale occupazione di suolo pubblico – così come previsto dall'articolo 21 del decreto legislativo 42 del 2004 – atteso che piazza Trieste e Trento costituisce un luogo d'interesse storico-artistico”.

“Considerato che tale occupazione – prosegue il Soprintendente – pregiudica il decoro e la libera percezione e fruizione della piazza, per ubicazione, tipologia e dimensioni del tutto incongrue, che mortificano la tradizione storica e le qualità simboliche di un'area di notevole valore culturale, si chiede agli uffici comunali competenti in indirizzo di attivarsi affinché sia ripristinata la legalità in tale zona e venga disposta ed attuata l'immediata rimozione di quanto collocato senza alcun titolo abilitativo”.

I dubbi degli uffici comunali sull'iter delle autorizzazioni

Ma non finisce qui. Dopo la denuncia del Soprintendente sulle autorizzazioni per gli eventi in luoghi vincolati, si attivano anche gli uffici comunali. In una nota del 16 ottobre scorso dell'Area Sviluppo Socio Economico e Competitività, indirizzata al sindaco, al vicesindaco e al capo di gabinetto, viene ricostruita la vicenda del truck.

“Un'occupazione”, scrivono gli uffici, arrivata “previo parere favorevole del sindaco del 12 settembre” ed “esaminata nella Conferenza dei Servizi del 20 settembre, ottenendo il relativo parere favorevole per circa 79 mq”.

“Preso atto, però, di quanto espresso dalla Soprintendenza – concludono – si rappresenta che per il futuro, relativamente ad analoghe richieste di occupazione di suolo pubblico, fermo restando il necessario parere favorevole del sindaco, sarà anche necessario richiedere la richiamata autorizzazione, ai sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo 42 del 2004, salvo contrario, motivato, avviso delle Signorie Loro”.

La polemica, Venanzoni (Pd): "si faccia luce sui pareri per gli eventi"

“È inammissibile – commenta Diego Venanzoni, consigliere comunale Pd – che il Comune possa aver concesso l'occupazione di suolo in piazze di pregio storico ed artistico solo col parere del sindaco e senza l'obbligatoria autorizzazione della Soprintendenza. Si faccia luce su questa e su tutte le altre analoghe vicende”.