In strada c'erano poche decine di persone, non arrivavano a cento. Anche questa volta il quartiere non ha risposto all'appello dei familiari di Norina Matuozzo, la giovane mamma di 33 anni uccisa il 2 marzo 2019 fa a colpi di pistola dal marito, Salvatore Tamburrino. Nella fiaccolata di stasera, 26 dicembre, nel percorso sul corso Secondigliano, con partenza e arrivo la chiesa dei Santi Cosmo e Damiano, c'erano soltanto i familiari, gli amici e alcuni conoscenti. "Secondigliano, scendi in strada", hanno urlato dal corteo. Ma nessuna porta si è aperta.

La fiaccolata per Norina Matuozzo

I familiari hanno deciso di manifestare per chiedere che quel brutale omicidio non venga dimenticato. Durante il corteo hanno letto una lettera immaginaria, in prima persona, come se fosse stata la stessa Norina a scriverla, in cui la ragazza chiede giustizia per sé e per i figli piccoli che ha dovuto lasciare. Una precedente fiaccolata c'era stata a maggio a Melito, ma anche quella volta i partecipanti non erano più di una cinquantina. Il timore dei familiari è che Tamburrino possa ottenere un forte sconto di pena per la sua recente decisione di diventare collaboratore di giustizia.

L'arresto di Marco Di Lauro

Il femminicidio di Norina Matuozzo era passato in secondo piano nelle cronache dell'epoca perché poche ore dopo ci fu l'arresto di Marco Di Lauro, capo del clan di via Cupa dell'Arco e latitante da 14 anni. I due eventi sono collegati: Salvatore Tamburrino era un uomo di fiducia di F4, il quarto figlio di Paolo Di Lauro, e dopo il suo arresto gli investigatori entrarono in possesso delle informazioni per individuare il nascondiglio dove si trovava il ricercato.

Lo presero con un blitz lampo a cui parteciparono Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Pochi giorni fa Tamburrino si è pentito, e dalle sue dichiarazioni gli inquirenti si aspettano di ricostruire non solo gli anni della latitanza di Marco Di Lauro, ma anche i segreti della cosca di camorra fondata da Ciruzzo il Milionario.