"Nel momento in cui è emerso lo scenario di violenze sessuali da cui scaturirebbe l'omicidio di Fortuna Loffredo ci si è aperto uno scenario di possibile ricostruzione diversa del delitto". Così al Gr1 Rai Luigi Frunzio, procuratore aggiunto di Napoli, che coordina la Sezione tutela fasce deboli e capo delle indagini sulla morte del piccolo Antonio Giglio, 3 anni, precipitato dalle palazzine popolari Iacp di Caivano (Napoli) il 27 aprile 2013 e per la quale è ora è indagata per omicidio volontario la madre, Marianna Fabozzi.

"Lo scenario è impressionante – ha detto il procuratore – quando ci si occupa di queste indagini ci si rende conto che sono molte di più di quanto uno possa immaginare e probabilmente sono una piccola parte di quelle che vengono commesse. Perché se non vengono denunciate o accidentalmente si scoprono non si viene a sapere nulla di queste situazioni". Si sono chiuse ieri le indagini per la morte di Fortuna, detta Chicca. I magistrati hanno confermato le accuse contro Raimondo Caputo, vicino di casa dei Loffredo e compagno di Marianna Fabozzi. Il 44enne, già in cella per abusi sessuali sulla figlioletta di 3 anni, è stato incriminato per violenza sessuale e per l' omicidio di Chicca, lo scorso 29 aprile.

Il caso Fortuna Loffredo

L'accusa si basa sulle testimonianze di due bimbe di 6 e 10 anni, le figlie di Marianna Fabozzi. Le piccole hanno raccontato agli inquirenti delle violenze subite dal 44enne e di quelle perpetrate su Fortuna, rivelando particolari decisivi per le indagini degli ultimi momenti di vita della bambina. Nell'ambito delle indagini sulla morte di Chicca gli inquirenti hanno scoperto anche altri casi di abusi sessuali su minori nello stesso stabile del rione Parco Verde da cui sono precipitati prima Antonio, nel 2013 e poi Fortuna, il 24 giugno 2014. Secondo la ricostruzione dell'accusa Chicca sarebbe stata scaraventata dall'ottavo piano da Caputo.