Fortuna Loffredo
in foto: Fortuna Loffredo

Arriva un nuova, clamorosa novità nel caso dell'omicidio di Fortuna Loffredo, la bimba di sei anni, vittima di violenze sessuale, scaraventata dal terrazzo di una palazzina del Parco Verde di Caivano nel 2014. Nel corso delle ultime ore è spuntato un nuovo testimone – che ha deciso di mantenere l'anonimato – le cui dichiarazioni, se confermate, potrebbero mettere in discussione tutte le indagini condotte finora dagli inquirenti. L'uomo ha infatti rivelato che nessuno avrebbe visto cadere la piccola Chicca e che la bambina sarebbe stata soccorsa in un punto diverso da quello del presunto impatto, dove tra l'altro è stata ritrovata.

Queste le dichiarazioni dell'uomo, riportate dal quotidiano Il Mattino: "Come ho già detto in televisione (ieri a Mattino 5, ndr.) il punto dove si sarebbe schiantata la bambina non è quello dal quale sono partite le indagini. Io, una signora che quella mattina del 24 giugno del 2014 stava stendendo il bucato, un ragazzo che si trovava sul balcone di casa a fumare e un altro uomo, all'unisono, abbiamo notato che il corpicino di Fortuna, immobile sul selciato, era a quattro-cinque metri più a sinistra di dove è stata poi disegnata la sagoma dai carabinieri. La posizione del corpo era parallela al muro dell'Isolato, con la testa rivolta verso l'interno del cortile e i piedi in direzione opposta. Nessuno ha visto Chicca cadere. E anche la sagoma disegnata sull'asfalto era sbagliata, perché gli investigatori hanno ritenuto che Chicca fosse impattata perpendicolarmente al palazzo. Cioè con la testa parallela al muro e piedi verso il cortile più piccolo. Perché parlo solo ora? Ho avuto e ho paura. E anche per un rimorso di coscienza, che si è fatto insopportabile per la recente storia di un presunto caso di pedofilia su una bimba di quattro anni che sarebbe stata abusata, qui nel Parco Verde, dallo zio e dal nonno".

Le dichiarazioni sono arrivate a meno di due giorni dal processo, rimandato al 16 novembre, che vede imputati Raimondo Caputo, detto Titò, accusato dell'omicidio e delle violenze sessuali ai danni di Fortuna, e Marianna Fabozzi, l'ex compagna dell'uomo, colpevole di aver taciuto le violenze che Titò aveva perpetrato anche ai danni delle sue figlie. Se le parole dell'anonimo testimone dovessero trovare un riscontro positivo, le perizie effettuate dagli inquirenti verrebbero tutte sconfessate. Le indagini erano partite infatti proprio dal punto di impatto del corpo di Fortuna, dal quale i carabinieri erano riusciti anche a risalire al punto del terrazzo dal quale la bambina era stata lanciata. L'ipotesi che il corpo di Chicca sia stato spostato sconfesserebbe anche che la bambina sia stata lanciata nel vuoto, rafforzando l'ipotesi suffragata dai familiari della bimba che vuole che fortuna sia stata uccisa in uno degli appartamenti della palazzina.