L’avrebbe uccisa in uno scatto d’ira, non sopportando la decisione di lei di voler mettere fine a quel matrimonio in cui non stava più bene. Avrebbe afferrato tra le mani la prima cosa a tiro, una stampella che usava per i suoi problemi di deambulazione, e l’avrebbe colpita. Più volte, senza rendersi conto di quello che stava facendo. Avrebbe raccontato questa versione agli inquirenti Vincenzo Lopresti, l’uomo di 41 anni che oggi pomeriggio ha ucciso la moglie, Fortuna Bellisario, nella loro casa di Miano, quartiere a nord di Napoli. L’uomo, interrogato dal pm e reo confesso, è stato arrestato e adesso si trova nel carcere di Poggioreale: è ritenuto responsabile di omicidio volontario, con le aggravanti determinate dalle circostanze e dal modo in cui ha ucciso la ragazza.

Era stato lui stesso a chiamare il 118, quando si era reso conto che la moglie non respirava più. Quando i paramedici sono arrivati nella casa del corso Mianella, era però già troppo tardi: i colpi inferti con la stampella l’avevano ferita mortalmente, probabilmente causandole delle gravi lesioni a torace e polmoni che l’hanno stroncata prima che potessero soccorrerla. Gli infermieri hanno avvisato la Polizia di Stato, poco dopo è arrivata sul posto una pattuglia e successivamente il pm per coordinare le indagini. Il corpo di Fortuna Bellisario è stato trasportato al Secondo Policlinico, in attesa dell’autopsia, che verrà effettuata nei prossimi giorni.

Ora il Tribunale dei Minori dovrà esprimersi sulla sorte dei tre figli piccoli della coppia, che al momento del litigio e dell’omicidio della mamma non erano in casa, erano usciti insieme alla nonna materna. Hanno 7, 10 e 11 anni e in questa tragedia, che ha spazzato via una famiglia, sono praticamente rimasti orfani.