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Oltre cento i proiettili sparati nell'ultimo periodo nel Rione Sanità: lo ha raccontato in radio Ivo Poggiani, il presidente della III Municipalità di Napoli, intervenuto su Radio Crc alla trasmissione "Barba&Capelli" condotta da Corrado Gabriele. Poggiani ha spiegato che nel quartiere della Sanità "i clan storici sono stati decapitati", e che dunque in questo momento è in corso una sorta di guerra da parte dei clan del vicino centro storico per prendere il controllo del territorio ed in particolare delle piazze di spaccio. "Quello che preoccupa", ha spiegato ancora Poggiani, "è l'enorme numero di proiettili, siamo arrivati ad oltre cento. Bisogna incrementare la sicurezza e la lotta alle camorre".

La situazione all'interno del Rione Sanità sembra infatti incandescente. Poche ore fa l'ultimo episodio, quando su via Fonseca (che fa da "confine" con il quartiere di San Carlo all'Arena), erano stati esplosi otto colpi di pistola contro un appartamento al primo piano di un edificio, occupato da un soggetto già noto alle forze dell'ordine. A luglio vi era stata invece una escalation di stese in pochissimi giorni: ben quattro, di cui alcune nel giro di poche ore. Nella notte tra il 22 ed il 23 luglio, vi erano state due distinte stese, una su via Villari e, appena un'ora dopo, su via Lammatari. E appena pochi giorni prima, un'altra stesa in piazza San Vincenzo, proprio davanti alla chiesa dove il 6 settembre del 2015 venne ucciso il diciassettenne Genny Cesarano, vittima innocente di camorra raggiunto da un proiettile proprio durante una stesa.