Ieri sera in piazza Bellini, a Napoli, si è tenuta una fiaccolata in ricordo di Vincenzo Ruggiero, il ragazzo 25enne di Parete (Caserta) ucciso e gettato in mare dal fidanzato della sua amica. E proprio l'amica, Heven Grimaldi, anche se non presente alla fiaccolata è intervenuta su Facebook per chiarire il suo ruolo in quella che all'inizio sembrava essere un allontanamento volontario e poi si è rivelata essere una tragedia. La ragazza, nata in Polonia e divenuta donna dopo un cambio di sesso, sarebbe il motivo che ha portato il suo fidanzato, Ciro Guarente, a uccidere Vincenzo. Heven e il 25enne infatti condividevano lo stesso appartamento ad Aversa ed erano molto amici. Ciro avrebbe agito per gelosia: non sopportava il rapporto tra Vincenzo e Heven.

Il racconto di Heven

In un lungo post la ragazza ha raccontato cosa sarebbe avvenuto, e come, proprio grazie ai suoi dubbi, gli inquirenti siano riusciti a stringere il cerchio attorno a Ciro, venendo a capo di un caso che all'inizio si era pensato fosse un allontanamento volontario.

Scrivo qui perché nonostante mi distrugge interagire con il mondo in questo atroce momento in cui solo io so quello che sto passando,è l'unico modo per difendermi dalle perfide e immotivate accuse mosse nei miei confronti. Io Heven Grimaldi ero TOTALMENTE all'oscuro dello struggente episodio della morte di Vincenzo, è inutile esprimere il mio dolore qui sopra perché non ho più alcuna forza. La settimana tra il 3 e l'8 luglio ero fuori città, precisamente a Bari, quindi il giorno 7 luglio purtroppo non ero nel mio appartamento ad Aversa. Sono rientrata la mattina del giorno 8 ad ora di pranzo in treno ed aspettavo Vincenzo in stazione. Al mio rientro in casa non ho trovato né Vincenzo né i suoi effetti personali, sconvolta dalla sua assenza ho subito allertato la madre con la quale mi sono recata al comando di carabinieri per denunciarne la scomparsa. L'artefice del terrificante omicidio, ovvero Ciro Guarente, mi ha da subito prestato il suo falso conforto per lo shock e il dolore provato a seguito della scomparsa di Vincenzo. Mi ha ingannata fino all'ultimo momento e dato che in casa mancavano gli indumenti e le valigie di Vincenzo nei primi giorni ho sospettato che nonostante fosse assurdo si potesse trattare di un suo allontanamento volontario. Qualunque movimento o sospetto mosso nei confronti di questa assurda scomparsa mi veniva declinato da Ciro che continuava imperterrito a sostenere che Vincenzo era andato via voltando le Spalle a tutti e mi intimidava di non essere permanentemente in ansia per la sua scomparsa. Chiedeva contro la mia volontà di starmi vicina per confortarmi mostrandosi la persona più tranquilla e normale al mondo nonostante avesse compiuto un atto così crudele.

Il cambio di atteggiamento di Ciro e i sospetti da parte di Heven

Sarebbe stato un cambio di atteggiamento di Ciro nei confronti di Vincenzo a far nascere i primi dubbi in Heven, aumentati dopo che alcuni condomini le hanno riferito che la persona che era stata vista allontanarsi con una valigia dalla sua abitazione la sera del 7 luglio (giorno della presunta scomparsa di Vincenzo e la data in cui sarebbe stato commesso l'omicidio) non era Vincenzo, ma Ciro.

Ha iniziato dopo circa una settimana a manifestare atteggiamenti insoliti nei confronti di Vincenzo e della sua scomparsa volendomi convincere che fosse andato via con un uomo ricco e tante altre storie assurde. Ritornando al giorno del mio rientro, ovvero il giorno dopo il terribile episodio, ho domandato da subito ai condomini ed ai tappezzieri sotto casa se avessero visto Vincenzo il giorno prima e l'unica cosa che sono riuscita ad ottenere è che qualcuno avesse visto Vincenzo allontanarsi con le valigie, questa cosa l'ho esposta da subito alla madre ed è stata verbalizzata nella denuncia di scomparsa, ma siccome per le autorità si trattava di allontanamento volontario non sono mai venuti a chiedere nulla sulla sua scomparsa. La settimana scorsa rientrando a casa presa dallo sconforto di non aver saputo ancora nulla su vincenzo mi fermo di nuovo a parlare con le persone che dicevano che qualcuno aveva visto Vincenzo allontanarsi con le valigie ma a quel punto loro mi dicono di essersi confusi e che il ragazzo visto con le valigie non era Vincenzo ma Ciro. Da lì sono a andata in panico ed ho cercato un riscontro con Ciro che mi negava di essere stato lì la sera del 7 luglio. In collaborazione con il presidente dell'Arcigay di Napoli prendo appuntamento lo scorso martedì presso il commissariato di carabinieri per una deposizione volontaria atta a sollecitare le autorità ad avviare le indagini visto tutto il tempo passato senza una traccia di Vincenzo. E solo grazie alla mia deposizione, dove ho anche esposto dei dubbi nei confronti di Ciro, che sono partite le indagini. Nonostante io ero presa dai sensi di colpa nel coinvolgere l'uomo che mi è stato accanto per 7 anni non ho desistito ad esprimere i miei dubbi ed i miei collegamenti perché ero disposta a tutto pur di ritrovare Vincenzo. Così nei giorni seguenti le autorità hanno convocato Ciro per un interrogatorio e sono riusciti ad incastrarlo con le dovute prove. La sconvolgente verità venuta fuori con le dovute indagini è stata solo merito mio altrimenti avremmo continuato a vivere nel silenzio ed io forse con un assassino al mio fianco.

Accuse, insulti e minacce contro Heven

Nonostante il suo ruolo nella risoluzione del caso, nel lungo post Heven elenca alcuni degli insulti e delle accuse ricevute.

"RICCHIONE DI MERDA, ASSASSINO DISUMANO, COMPLICE CATTIVO sono solo una piccola parte delle accuse immotivate rivolte contro di me. Aggiungendo che stamane (ieri mattina, ndr) sono stata minacciata di morte dal fratello di Vincenzo tossicodipendente e aggressivo anche nei confronti di Vincenzo stesso, ho denunciato questa telefonata per tutelare la mia persona e lo farò con chiunque si permetterà di incolparmi ingiustamente. Io ho sempre aiutato Vincenzo in qualunque modo mi è stato possibile – ha aggiunto Heven – soprattutto nell'ultimo periodo dove a seguito di un feroce litigio in famiglia ho prelevato Vincenzo portandolo in pronto soccorso per poi tenerlo a vivere con me,ho provedduto a lui economicamente, gli ho lasciato la mia auto, mi sono curata di lui con tutti i mezzi a disposizione perché Vincenzo era la mia vita, vita che ora non ho più. Ho perso in una sola tragedia le 2 persone più importanti della mia vita, il mio migliore amico e fratello, il mio fidanzato con il quale ho trascorso 7 lunghi anni della mia esistenza, la mia casa, la mia VITA! quindi siete pregati di non accusarmi per alcun motivo, ripeto che se è stata fatta giustizia è solo grazie al mio incontro con carabinieri dove ho sollecitato le indagini. Ciro ha mentito a me e a tutti i suoi amici passando per una persona tranquilla e totalmente estranea ai fatti. Se non capite il mio dolore almeno siate umani. Grazie".

Il killer reo confesso incastrato da un video

A incastrare il 35enne Ciro Guarente è stato un video ripreso da una telecamera di sorveglianza. Il ragazzo ha poi confessato il delitto ai carabinieri, affermando di essersi disfatto in mare del corpo di Vincenzo. Il cadavere del ragazzo non è ancora stato ritrovato: proseguono le ricerche.

Il dolore di amici e parenti alla fiaccolata

Alla fiaccolata che si è tenuta ieri tante le lacrime e l'incredulità degli attivisti della comunità Lgbt di Napoli per la tragedia che ha colpito Vincenzo. La madre del ragazzo ha rilasciato poche battute: "Sono contenta di vedere tante persone per Vincenzo, era amato da tutti". Dalle parole degli amici emerge il ritratto di un ragazzo solare e benvoluto: "Anche se ci conoscevamo poco, ogni volta che ci incontravamo era solare, era bello anche solo incontrarlo per caso", ha affermato un amico. Non mancano poi critiche da parte della comunità a come sono state svolte le indagini: "Si era capito dopo due giorni che l'allontanamento non era volontario, mi meraviglio come le indagini non siano partite subito spedite – ha detto Loredana Rossi dell'associazione Trans – la nostra comunità conosceva entrambi, non avrei mai creduto che Ciro potesse commettere un gesto del genere, oggi siamo vicini al dolore di entrambe le famiglie, ancora di più a quella di Vincenzo". Mentre Antonello Sannino, membro di Arcigay e amico sia di Vincenzo sia di Ciro, ha detto: "Conoscevo Vincenzo da tempo, ho vissuto giorni durissimi e angoscianti, man mano che emergeva la verità". La comunità si stringe adesso attorno a Heven, che in un solo colpo ha perso l'amico del cuore e il fidanzato: "Ora tuteliamo la persona che ha aiutato le indagini e ha denunciato, Heven, perché è vittima di insulti e minacce", ha affermato Daniela Falanga.