La morte di Norina Matuozzo, uccisa sabato 2 marzo dal marito, Salvatore Tamburrino, con tre colpi di pistola, rischia di diventare un elemento di contorno rispetto alla notizia mediaticamente più forte, l'arresto del boss latitante Marco Di Lauro. Un fatto scaturito proprio dall'omicidio della giovane donna, il cui marito era un fedelissimo di Di Lauro.

E invece Norina, vittima di un marito violento e camorrista, era una donna che avrebbe voluto vivere tranquillamente, dicono i parenti e gli amici che oggi, giovedì 7 marzo, hanno dato l'addio alla donna, al funerale alla chiesa Santa Maria della Grazie nella centrale piazza Santo Stefano a Melito. "Giustizia per Norina", era scritto sulle maglie bianche indossate da molta gente. Alla messa  il sindaco di Melito, Antonio Amente .

“Norina aveva 33 anni gli anni di Cristo" ha detto il parroco della chiesa melitese, durante l'omelia, facendo riferimento al femminicidio ma non alla cultura di camorra di cui era intriso. Intanto, ieri l'uxoricida è stato interrogato in carcere: ha ammesso nuovamente la responsabilità dell'atto ma non che quest'ultimo potesse essere in diretto collegamento con l'arresto del latitante del clan Di Lauro.  La dinamica dell'assassino è sempre la stessa: si sarebbe recato nelle palazzine popolari di via Papa Giovanni Paolo XXIII tentando una riappacificazione con la donna pensando perfino di togliersi la vita. La discussione sarebbe poi degenerata e l'uomo avrebbe fatto fuoco ‘alla cieca'. Ipotesi che tuttavia non convince gli inquirenti.