È da poco terminata la protesta dei lavoratori del Cub – Consorzio unico di bacino – di Acerra che questa mattina si sono radunati sotto l'abitazione del vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio, a Pomigliano d'Arco, nella provincia di Napoli. I lavoratori hanno chiesto l'intercessione del leader del Movimento 5 Stelle in merito alla loro situazione: da tre anni, infatti, non percepiscono lo stipendio. I manifestanti hanno affisso striscioni, chiedendo un intervento di Di Maio sui mancati progetti sulla loro ricollocazione. "La Cassazione non condanna lo Stato e la politica per aver rubato stipendi e contributi" recita uno degli striscioni.

L'altro, invece, faceva riferimento ai cinque operai della Fiat di Pomigliano per i quali la scorsa settimana la Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento: i cinque, durante una protesta nel 2014, inscenarono il funerali dell'ad Fiat Sergio Marchionne. Proprio uno dei cinque operai, Mimmo Mignano, ha raggiunto i lavoratori del Cub: la scorsa settimana, dopo la sentenza, Mignano si è incatenato sotto casa di Di Maio e si è cosparso di benzina, minacciando di darsi fuoco. "Avevano esposto per noi uno striscione, ed era doveroso raggiungerli, anche perché versano in una situazione drammatica. Loro come noi, sono disperati. Ci aspettiamo risposte dal Ministro al Lavoro, che invitiamo ad un'assemblea pubblica organizzata per il 23 a Pomigliano d'Arco per discutere di quanto accaduto, ma anche delle centinaia di persone che si ritrovano come noi" ha spiegato Mignano.