Continua lo scandalo legato all'indagine giudiziaria su corruzione, rifiuti e scambio di voti scoppiata nella giornata di ieri, giovedì 15 febbraio, a Napoli dopo un'inchiesta video condotta da Fanpage.it. I filmati in questione, che inchioderebbero alcuni personaggi politici appartenenti a vari schieramenti, tra cui anche candidati alle prossime elezioni politiche, in programma domenica 4 marzo, sono stati mostrati in parte alla stampa nel corso di una conferenza tenutasi presso la redazione di Napoli del giornale online diretto da Francesco Piccini. Ecco le dichiarazioni rilasciate in diretta dal direttore di Fanpage.it e dal giornalista Sacha Biazzo, alla presenza, tra gli altri, di Claudio Silvestri, segretario Sugc, che già aveva espresso solidarietà ai colleghi comparsi nel registro degli indagati con l'accusa di induzione alla corruzione, e del presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna.

"Siamo costretti ad appellarci contro il nostro Paese alla Corte di Strasburgo – ha detto Verna -. Non è possibile che ci sia stata qui una perquisizione, perché la redazione è un luogo sacro, dove la libertà di stampa viene esaltata. Un ulteriore discorso da fare riguarda la fantasia con cui vengono disegnate nuove  fattispecie di reato a carico dei giornalisti, anche quando questi stanno svolgendo estremamente bene la loro funzione sociale a favore della democrazia. L'inchiesta penale è diversa da quella giornalistica, è bene ricordarlo, hanno rilevanza diversa. Quando poi ci sono elementi coincidenti si fa esattamente quello che ha fatto il direttore di Fanpage.it: si va in Procura e si offrono questi elementi. Per cui difenderemo in tutti i modi la libertà di stampa e il giornalismo, che implica a sua volta il diretto del cittadino di sapere".

Le ipotesi di reato, al momento, sono corruzione, corruzione aggravata e finanziamento illecito dei partiti; lo scenario è quello di affari nel grande business dello smaltimento dei rifiuti all'ombra del Vesuvio, inseriti in un complesso meccanismo, quello che riguarda le aziende pubbliche, in questo caso la Sma Campania, società della Regione Campania impegnata nelle bonifiche ambientali. Perquisizioni sono state effettuate negli uffici del consigliere regionale e candidato alla Camera di Fratelli d'Italia Luciano Passariello, Agostino Chiatto, uomo di fiducia di Passariello e dipendente della Sma Campania,  il consigliere delegato della stessa società in house, Lorenzo Di Domenico il cui computer è stato visionato dagli investigatori, gli imprenditori Nunzio Perrella, Rosario Esposito, Antonio Infantino e il commercialista Carmine Damiano. Tra i nomi degli indagati c'è anche quello di Roberto De Luca, secondogenito del presidente della Regione Campania Vincenzo e assessore a Bilancio e Sviluppo del Comune di Salerno.

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