Un risultato tremendo, quello del sondaggio realizzato da Libera Idee: per quasi la metà dei napoletani, il 44% complessivo del campione, la camorra non sarebbe considerato un problema. Per la precisione, il 31,6% del campione analizzato vede la camorra come qualcosa di "marginale" e "non socialmente pericoloso", mentre un altro 12,2% la considera come "solo un fenomeno di letteratura".

Il rapporto pubblicato da Liberaidee, che proprio in questi giorni sarà a Napoli prima e nel resto della Campania poi impegnata in una serie di iniziative di informazione e sensibilizzazione, getta insomma nello sconforto. Il rapporto stilato anche su base nazionale, è stato ricavato da diecimila questionari, di cui 616 dei quali distribuiti in Campania, e che ha visto coinvolti in particolare i giovani sotto i 18 anni e quelli tra i 18 ed i 25 anni. Ed il quadro emerso è quasi deprimente.

Il fenomeno mafioso è percepito come globale in Italia (74,9), mentre in Campania la percentuale scende al 59,4%. E non solo: per il 7,5% dei campani si tratta di una "specialità" regionale del Sud Italia, mentre per il resto d'Italia lo è appena per il 2,1%. Un dato che indica una maggiore percezione del fenomeno al Nord, confermato del resto dai casi di cronaca giudiziaria che parlano continuamente di ‘ndrangheta, mafia e camorra ormai infiltratasi fortemente anche al nord. Ma a far raggelare è anche il dato che indica il distacco dalla politica: appena il 16,9% dei campani si definisce impegnato, un altro 46,8% ritiene che basti "tenersi al corrente", mentre l'8,6% si dice "disgustato dalla politica".

La sfiducia generale e la corruzione

Per il campione intervistato, la principale attività della criminalità organizzata in Campania è il traffico di droga (70,8), seguita dall'estorsione (40%) e dal traffico di rifiuti (27%). Per quanto riguarda la corruzione, tra i campani c'è una percezione più alta che nel resto d'Italia, arrivando fino al 92,7% contro il 73,4% del resto d'Italia. Tra i più personaggi considerati più corrotti ci sono i politici, sia rappresentanti del Governo, sia i parlamentari, sia gli esponenti dei partiti. Infine, è emerso anche che il 64,3% degli intervistati non denuncia perché "teme ripercussioni", mentre il restante campione lo ritiene un "atto inutile", perché ritiene che siano corrotti anche gli stessi funzionari pubblici.