Interessante e degno di nota il progetto avviato dalla Reggia di Caserta, il complesso monumentale vanvitelliano che sorge nella città campana, che ha deciso di ridare vita agli alberi secolari abbattuti dal maltempo nel Giardino Inglese del palazzo reale. Con un bando pubblicato lo scorso 4 gennaio, la direzione della Reggia di Caserta ha deciso di "regalare" il legno degli alberi abbattuti dal vento durante il maltempo dello scorso 23 dicembre a coloro i quali presenteranno un progetto che sia in grado di recuperare e valorizzare gli alberi secolari che, prima del maltempo, sorgevano nel complesso monumentale.

"La partecipazione è subordinata alla presentazione e attuazione da parte degli operatori interessati di un progetto che riesca anche ad esaltare il valore storico del legname e a ridurre la quantità di materiale da destinare allo smaltimento. L’aggiudicatario dovrà provvedere alla rimozione completa dei tronchi e dei rami, al caricamento e trasporto con modalità e mezzi idonei, alla pulizia dell’area limitrofa e alla sistemazione del terreno sottostante. E’ fatto obbligo anche la presentazione di un report sulle lavorazioni svolte e sulle azioni di recupero e valorizzazione dei materiali. L’esecuzione delle operazioni è da ritenersi a titolo di compensazione per la cessione del materiale" si legge nell'avviso pubblicato sul sito della Reggia di Caserta che fa da preludio al bando vero e proprio tramite il quale possono essere presentati i progetti.

E tutti gli alberi abbattuti a Napoli durante l'ondata di maltempo che, dall'inizio di novembre alla fine di dicembre del 2019 ha flagellato la città, che fine hanno fatto? Perché l'amministrazione comunale, o chi per essa, non ha non solo avviato, ma quantomeno immaginato, predisposto, un progetto simile a quello della Reggia di Caserta? La zona più colpita dalla "deforestazione" è la collina di Posillipo: decine gli alberi abbattuti dal maltempo, o dalla mano dell'uomo perché ormai compromessi e pericolanti, e adesso le strade che dall'alto costeggiano il mare e che un tempo erano adornate dai tronchi e dalle chiome degli alberi, alcuni dei quali secolari, sono un deserto pieno di macerie. I cadaveri legnosi degli alberi, infatti, giacciono ancora al suolo: che fine faranno? Rimarranno lì, o in qualche altro posto adibito a sepolcro, senza possibilità di una nuova vita? Non si potrebbe recuperarli?