Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini, sarà oggi in Campania per un tour a sostegno dei candidati che si sfideranno al ballottaggio domenica 9 giugno. Il leader del Carroccio sarà ad Aversa e Casoria, ma prima farà tappa ad Afragola. Proprio nella città dove fece tappa da Ministro dell'Interno dopo 8 attentati dinamitardi ai commercianti della zona, promettendo lo sgombero delle case occupate per combattere la camorra, è nato un vero e proprio caso politico. È qui che si è consumato lo scontro interno alla Lega in Campania tra la sottosegretaria al Mezzogiorno Pina Castiello, l'ex senatore Vincenzo Nespoli e il deputato Gianluca Cantalamessa ed i vertici del partito. Nel Comune alle porte di Napoli infatti, Salvini ha raccolto solo 900 preferenze personali, un segnale chiaro di dissenso che ha aperto la prima vera guerra intera ai leghisti campani.

La ripicca della Castiello: la Vuolo batte Salvini

L'origine dello scontro interno gira intorno ad una mancata candidatura alle europee, si tratta di Camillo Giacco, nipote dell'ex senatore Vincenzo Nespoli, già Sindaco di Afragola, condannato a 5 anni per bancarotta, sentenza poi annullata dalla corte di Cassazione. Nespoli è stato tra i primi esponenti politici campani ad entrare tra le file salviniane insieme ad un altra esponente politica del territorio di peso, Pina Castiello, ex senatrice di Alleanza Nazionale (come Nespoli) e ora sottosegretaria al Mezzogiorno in quota Lega. Il duo Castiello – Nespoli, che aveva già vinto le elezioni amministrative ad Afragola portando alla guida del Comune l'imprenditore Claudio Grillo, reclamava un posto in lista per le elezioni europee. Il nome su cui avevano puntato i plenipotenziari di Salvini in Campania era quello di Giacco, per completare la scalata ai posti di comando della Lega nel Sud. Ma a dare lo stop alla candidatura del nipote di Nespoli è stato proprio Matteo Salvini.

Le  candidature della Lega alle Europee

Niente candidatura di Giacco per le europee, con la Lega che ha deciso di puntare su Valentino Grant, imprenditore di Caserta e membro del Cda di Cassa Depositi e prestiti, che è entrato al parlamento europeo in extremis con l'ultimo seggio disponibile e sul rettore dell'Università di Salerno Aurelio Tommasetti, il quale, dopo aver fatto una campagna elettorale senza aver consegnato le dimissioni da magnifico rettore, è giunto solo ottavo senza poter accedere al seggio per il parlamento europeo. Il segnale del duo Castiello – Nespoli non si è fatto attendere: i due hanno deciso di puntare sull'indicazione di preferenza solo per Lucia Vuolo, originaria di Pagani in provincia di Salerno, che con i suoi 41 mila voti ha incassato il quarto posto, arrivando proprio davanti a Grant e ottenendo il seggio per Strasburgo nel collegio dell'Italia Meridionale. La Vuolo non ha nessun particolare legame politico con Nespoli e la Castiello, ma i due hanno semplicemente deciso di contarsi, indicando una preferenza diversa da quella caldeggiata dai vertici della Lega. Il dato del Comune di Afragola è emblematico. La Lega raccoglie il 20% in città, al primo posto nelle preferenze c'è proprio Lucia Vuolo con quasi 1400 voti, mentre Salvini, top delle preferenze quasi ovunque, si è fermato ad appena 900 voti. Molto peggio sono andati gli altri candidati campani sostenuti dai vertici del partito, con Valentino Grant che ha raccolto appena 150 voti e Tommasetti fermo a 80. Un segnale chiaro da parte del territorio che ha scatenato la prima guerra interna ai leghisti campani. Stesso discorso anche a Melito, dove a sostenere la Lega c'era il sindaco Antonio Amente anche lui vicinissimo al duo Castiello-Nespoli, qui il carroccio ha raccolto il 23% , e anche qui la Vuolo raccoglie 1200 voti e Salvini la metà, appena 681. Peggio ancora i candidati sostenuti dal vertice del partito con Grant a 371 preferenze e Tomassetti addirittura  26.

Elezioni Regionali 2020, rischio scontro interno

Matteo Salvini proverà a mettere pace, anche se non sarà semplice. Tutti i protagonisti hanno una lunga esperienza politica alle spalle e non sono certo dei novellini della politica. Conoscono il territorio, lo battono palmo a palmo e conoscono bene l'importanza del voto di preferenza. In Campania la Lega ha raccolto quasi mezzo milione di voti raggiungendo il 19,2%, superando di pochissimo il Pd fermo al 19,1%. A tenere più bassa la percentuale del voto leghista è stata la città di Napoli dove il carroccio ha incassato solo il 12,3%. Una percentuale che ha portato sul banco degli imputati proprio Gianluca Cantalamessa. Ma in provincia le cose vanno diversamente dove il voto di preferenza è radicato. Ne è un esempio il 31% raccolto a San Giuseppe Vesuviano, dove Salvini si era recato in campagna elettorale, sostenuto dal Sindaco Vincenzo Catapano, che addirittura in occasione del comizio del leader della Lega del 6 maggio scorso aveva chiuso le scuole. Qui è Salvini che va davanti a tutti con 2.100 preferenze, subito dietro però c'è la Vuolo con 1.700 voti. Uno scenario di conflitto che preoccupa i vertici leghisti in vista delle elezioni regionali del prossimo anno. Secondo i dati delle elezioni europee il centro destra a trazione leghista arriverebbe in Campania intorno al 38%, con il Movimento 5 Stelle, che è primo partito in Campania, al 33%, mentre la somma del Pd con +Europa e Verdi (come è composta l'attuale coalizione che governa la Regione Campania) si fermerebbe al 23% mettendo così Vincenzo De Luca fuori dai giochi. La Lega, rivendica per le sue fila il candidato governatore della Campania del centro destra unito, che stando agli equilibri venuti fuori dalle elezioni europee dovrebbe contendere proprio al Movimento 5 Stelle la poltrona di presidente della Regione Campania. Ma riuscirà Salvini a domare lo scontro interno e a tenere a bada i territori? Chi indicherà il nome del candidato governatore del centro destra alle prossime elezioni regionali? Come saranno composte le liste della Lega per la Regione Campania? La guerra interna ai leghisti sembra appena iniziata.