“Abbiamo effettuato i tamponi alla quasi la totalità dei cittadini, mancano solo alcuni bambini e qualche anziano che non potevano muoversi da casa. Ai soggetti in quarantena il test verrà fatto in questi giorni direttamente a casa. I primi risultati degli esami sui 224 tamponi effettuati sabato sono confortanti. Ai miei concittadini chiedo solo di stare tranquilli, restare a casa e aspettare che questi giorni passino, dopodiché potremo riprendere subito tutti le nostre attività”. Così Pasquale Orsi, sindaco di Letino, piccolo Comune della provincia di Caserta, da venerdì zona rossa in Campania. Nello splendido borgo, tra quelli a più elevata altitudine all'interno del parco naturale del Matese, giovedì scorso sono emersi 10 casi di positivi al Covid19. Una percentuale che ha fatto preoccupare il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che ha emanato, infatti, l'ordinanza che ha fatto del Comune di Letino zona rossa fino al 20 maggio, la prima di questo tipo nella Fase 2 partita il 4 maggio scorso. A testimonianza che il Coronavirus purtroppo non risparmia nemmeno le zone incontaminate immerse nella natura.

Sindaco, qual è la situazione oggi a Letino?

“Attualmente abbiamo 12 casi positivi al Covid19 accertati, su una popolazione di circa 680 abitanti. Dieci casi sono emersi giovedì, mentre altri due erano precedenti. Abbiamo avviato i tamponi su tutta la popolazione. Lo screening voluto fortemente da me era partito già prima. Mentre sabato sono stati fatti 224 tamponi e sono già arrivati i risultati parziali che sono favorevoli. Stiamo aspettando l'esito degli altri tamponi”.

Il governatore De Luca ha disposto la Zona Rossa per Letino, perché?

“Proprio per consentire la fine della mappatura con i tamponi. È una zona rossa anomala, perché è emersa dalle attività di prevenzione che avevamo già avviato e ha una durata di pochi giorni. Aspettiamo i risultati. Una volta che saranno individuati eventuali positivi, saranno tracciati i loro contatti e saranno messi in quarantena, potremo stare tranquilli”.

Cosa ha fatto scattare l'allarme?

“Io da tempo stavo cercando di fare uno screening collettivo preventivo, per individuare eventuali casi positivi asintomatici. I cosiddetti portatori inconsapevoli del virus. I primi 3 casi positivi a Letino sono stati riscontrati fortuitamente: un infermiere che voleva partire volontario per il Nord. Quando è stato trovato positivo, ho chiesto personalmente che si facesse il tampone a tutta la famiglia, da questo è stato riscontrato che anche la moglie era positiva asintomatica: il secondo caso. Dopo un mese, ad un altro infermiere che doveva rientrare a lavoro è stato fatto il tampone preventivo prima di riprendere l'attività ed è risultato positivo. Non sono stati chiesti, quindi, tamponi per casi sintomatici. Non so in quanti altri Comuni abbiano fatto tanti screening preventivi di quanti ne abbiamo fatti a Letino”.

Siete riusciti a capire l'origine dei 10 casi riscontrati la settimana scorsa?

“Non siamo riusciti ad individuare l'origine del focolaio. Si tratta di 2-3 famiglie, che però non hanno grandi collegamenti tra loro. È possibile che ci siano vari ceppi”.