A partire dalle 10 di questa mattina, nella Sala della Promoteca in Campidoglio, a Roma, è stata allestita la camera ardente di Luciano De Crescenzo, l'attore, regista, filosofo e poeta napoletano morto ieri all'età di 90 anni a causa delle complicazioni di una polmonite che lo aveva costretto, qualche tempo fa, in un letto di ospedale della Capitale. La camera ardente, per tutti coloro che vogliono tributare l'ultimo saluto a De Crescenzo, sarà accessibile fino alle ore 20: già prima dell'apertura, però, un gruppetto di persone si è portato all'esterno della sala per poter omaggiare l'indimenticato autore. Anche tanti amici e artisti presenti in Campidoglio: da Renzo Arbore a Mara Venier, passando per Marisa Laurito e Roberto D'Agostino. Il tributo di quest'oggi a Roma è sola quella che potremmo definire la prima parte del lungo addio all'ingegnere-filosofo partenopeo: i funerali, infatti, si svolgeranno domani, sabato 20 luglio, a Napoli, nel complesso monumentale di Santa Chiara: per l'occasione, il sindaco Luigi de Magistris ha proclamato il lutto cittadino; a Napoli, la sua città natale, De Crescenzo sarà anche tumulato.

Nel giro di due giorni, insieme ad Andrea Camilleri, l'Italia è costretta a salutare anche il genio di Luciano De Crescenzo. Tantissimi gli artisti, amici e colleghi che hanno voluto ricordarlo: tra tutti, gli amici da una vita Renzo Arbore e Marisa Laurito, che sono stati anche al suo capezzale in ospedale, con la figlia Paola, il genero, il nipote e i collaboratori di sempre. Tra i ricordi commossi c'è anche quello di Alessandro Siani, che a Fanpage.it ha dichiarato: "Erano giorni che Luciano sfidava se stesso e la vita. Ora il dolore è di noi che lo adoravamo".

Il ricordo di Renzo Arbore e Marisa Laurito

Proprio coloro che sono stati anche al capezzale di De Crescenzo, Renzo Arbore e Marisa Laurito, sono stati anche tra i primi a farsi vedere alla camera ardente in Campidoglio. "Un amico di una vita, non sei mai stato banale, hai condiviso momenti con me, e io ti sono molto grata" ha detto Marisa Laurito, che ha parlato durante la veglia. Lo steso ha fatto Arbore: "Il sorriso era la sua grandissima arte: riusciva ad arricchire le persone, i lettori e la cultura con il sorriso e il divertimento".