Voragini in via Manzoni, buche in via Stadera e dossi alla Doganella, mentre il corso Vittorio Emanuele è un percorso da rally e viale Umberto Maddalena, porta d'accesso dall'Aeroporto, è ridotto a un colabrodo. Non si contano i dissesti nelle strade di Napoli. Dal centro storico alla periferia è un susseguirsi di fossi e avvallamenti. Non si salvano neanche le strade appena risistemate, come via Marina, non ancora finita e già sprofondata, con due voragini apertesi all'incrocio con via Gianturco. Mentre le squadrette del Pronto Intervento Stradale della NapoliServizi sembrano impotenti. Circa 18mila le buche rattoppate ogni anno, 250 in media le voragini ricoperte. Non solo. Gli operai della società multiservice partecipata del Comune effettuano in media 30mila interventi per aggiustare i basoli, 28mila per rimettere a posto i cubetti di porfido saltati, 1700 per ripiantare i paletti dissuasori a bordo strada e 2.600 per rimettere a posto i tombini. Le tecniche utilizzate per le riparazioni delle buche sono di due tipi: quella a freddo usata quando piove, eseguita dalla Protezione Civile, e quella a caldo effettuata dagli operai di NapoliServizi su indicazione delle Municipalità. Eppure, le strade sono sempre piene di buche. Quelle coperte si riaprono dopo poco.

La mappa dei dissesti a Napoli

L'elenco delle arterie al limite dell'impercorribilità è lunghissimo. Lo sanno bene gli automobilisti napoletani che ogni giorno sono costretti a fare la gincana per scansare fossi anche di 20 centimetri di profondità, che con l'acqua diventano letali per le sospensioni, anche per i mezzi pubblici. Via Nazionale delle Puglie, tra Casoria e Napoli, dove si trova il deposito dell'Anm, è in una condizione disastrosa. Completamente devastati via Marco Rocco di Torrepadula, la strada che porta alla stazione del metrò del Frullone, alle spalle di via Nuova Toscanella, e corso San Giovanni, che si trova in condizioni pietose. Crateri e avvallamenti spuntano come funghi anche in via Scarfoglio ad Agnano, dove si concentra la maggioranza dei grandi concessionari d'auto che sistematicamente si lamentano col Comune. E ancora, sono messi male la parte bassa di via Manzoni, i marciapiedi del belvedere di Posillipo, ma anche corso Garibaldi per lunghi tratti. Mentre corso Meridionale, dove è sospeso il cantiere, sembra diventato un ottovolante. E non va meglio altrove, come corso Novara, via Costantinopoli, o via Giacinto Gigante, dove c'è l'accesso alla Tangenziale.

Come si rattoppano le buche stradali?

«La nostra società si occupa solo del pronto intervento – spiega Andrea De Giacomo, amministratore unico della NapoliServizi – non fa le manutenzioni ordinarie o straordinarie. Per quello bisogna chiedere al Comune. Mediamente eseguiamo 18mila interventi all'anno sulle buche, che si intensificano con il periodo delle piogge. Abbiamo 10 squadre attive, una per ogni Municipalità, più 4 squadre della Protezione Civile, impegnate h24 per le urgenze e facciamo quanto è più possibile. Con l'ultimo bilancio il Comune ha garantito la copertura delle risorse per 3 anni, a differenza del 2018 dove i rapporti con l'Ente sono stati regolati con contratto annuale. In questo modo potremo programmare meglio la spesa e potremo fare gli investimenti». «Le strade di Napoli – chiosa Nino Simeone, presidente della commissione Viabilità – sono in condizioni inaccettabili. Anche arterie importanti, da Posillipo a Corso San Giovanni sono piene di dissesti. Servirebbero interventi duraturi di manutenzione, purtroppo le risorse sembrano non essere mai sufficienti».

Pronto intervento buche stradali

Per “rattoppare” le buche stradali a Napoli c'è il Pis, il servizio di Pronto Intervento Stradale, dotato di mezzi bobcat, autocarri e rulli compattatori. «Il servizio – spiega De Giacomo – opera attraverso un software andato in funzione l'anno scorso. Un programma informatico che mette in rete tutte le Municipalità. Quando si scova una buca, infatti, il Sat compila un modello nel quale sono indicate la gravità della voragine, la localizzazione e altre informazioni. Dopodiché, il Pis, accedendo al software, è in grado di effettuare gli interventi di riparazione con le singole squadre, in base alle priorità». Il servizio di pronto intervento è stato rafforzato rispetto al passato. Le squadre prima lavoravano solo la mattina, negli ultimi tempi gli orari di intervento sono stati estesi anche al pomeriggio, tramite lo straordinario.