I mega-premi di risultato dei dirigenti del Comune di Napoli, con bonus fino a 30mila euro in più sullo stipendio, finiscono sotto osservazione del Governo. Dopo l'articolo di Fanpage.it, scatta l'interrogazione parlamentare ai ministeri dell'Interno e della Pubblica Amministrazione sulle indennità "d'oro" dei city manager partenopei. A firmare l'atto di "sindacato ispettivo" i senatori Pd Valeria Valente, Dario Stefano, Alessandro Alfieri, Valeria Fedeli e Francesco Giacobbe, che chiedono di fare luce sui criteri di attribuzione dei premi che nel 2018 hanno raggiunto la cifra stratosferica di 1,3 milioni di euro, con il Municipio in predissesto e i servizi ai cittadini, secondo gli esponenti democrat, ancora con forti carenze.

I parlamentari democrat: “indicati obiettivi generici”

“Dai dati relativi alle retribuzioni dei dirigenti comunali – scrivono i senatori Pd – risulta il pagamento nel corso dell'esercizio finanziario 2018 di retribuzioni di risultato per circa 1,3 milioni di euro e per quasi un altro milione tra arretrati e altri compensi. Da un'analisi sommaria delle performance dirigenziali, da cui dipende la retribuzione di risultato, dell'ultimo triennio emerge un dato piuttosto generalizzato di raggiungimento degli obiettivi gestionali da parte dei dirigenti comunali, soprattutto in riferimento ai responsaabili di servizi e macrostrutture a supporto degli organi politici e istituzionali e afferenti alla Direzione Generale”.

“Nell'ambito della componente oggettiva di valutazione (è impossibile inferire sulla componente soggettiva, interamente devoluta al soggetto valutatore), in non pochi casi l’unico obiettivo da raggiungere tra quelli considerati strategici per l’ente si riduce a una corretta gestione del budget del salario accessorio dei dipendenti del servizio, come se fosse concepibile per l’amministrazione, aldilà di ogni processo valutativo, consentire ai dirigenti di gestire questi fondi in maniera eventualmente scorretta. Sempre nell’ambito della componente oggettiva della valutazione, in particolare dei dirigenti di uffici che erogano un servizio al pubblico, l’obiettivo del conseguimento di una media di gradimento non inferiore a “buono” rappresenta un’autentica beffa, in quanto, non prevedendosi campagne mirate di rilevazione del livello di soddisfazione dell’utenza, l’obiettivo viene sistematicamente neutralizzato laddove non viene raggiunta neppure la soglia minima di 10 giudizi espressi”.

"Ma i servizi pubblici a Napoli sono pessimi"

"La spesa per i dirigenti – prosegue l'interrogazione – nonostante l’assenza di un regolare concorso da circa vent’anni, assorbe circa 10 milioni di euro e la spesa per il personale di staff del sindaco e degli assessori risulta in progressivo aumento, pur permanendo lo stato di predissesto del Comune di Napoli, raggiungendo i 2,1 milioni di euro. Lo stato dei servizi pubblici erogati dal Comune è unanimemente giudicato disastroso, come peraltro dimostrano i riscontri oggettivi: dalla chiusura dei parchi pubblici, al blocco frequente del sistema dei trasporti locali, all’assenza di manutenzione urbana, alla persistenza di cumuli di rifiuti in tutti quartieri della città”.

“Si chiede se i ministri siano informati dei risultati paradossali della valutazione delle performance dei dirigenti del Comune di Napoli, i quali riescono a percepire alte retribuzioni accessorie a fronte di una situazione di totale sbando della gestione dei servizi, delle funzioni essenziali delle attività istituzionali del Comune. Quali iniziative abbiano intrapreso o abbiano intenzione di intraprendere per verificare la regolarità di tali valutazioni e la congruità della spesa per le retribuzioni dei dirigenti del personale assunto a tempo determinato, permanendo la situazione di predissesto dell’Ente, il cui piano di riequilibrio finanziario pluriennale è ancora sub judice presso la Corte dei Conti della Campania”.