I passeggeri fatti scendere alla stazione Museo.
in foto: I passeggeri fatti scendere alla stazione Museo.

Nuova interruzione della Linea 1 della metropolitana di Napoli, che si è fermata per circa un'ora tra le stazioni di Garibaldi e Dante. L'annuncio è stato dato dagli speaker nelle stazioni della metropolitana gestita dal Comune di Napoli che hanno avvisato che la circolazione dei treni della Linea 1 della metropolitana sarebbero stati limitati alla sola tratta che da Piscinola va a Dante.  In pratica, i treni non hanno proseguito per l'altra metà della tratta e non arrivavano al fondamentale hub di piazza Garibaldi. Il problema – ma è tutto da verificare – pare sia  agli estrattori, elemento meccanico fondamentale. Ma al là di quanto accaduto oggi, questa che si appresta a concludersi è stata una settimana nera sul fronte trasporti a Napoli: l'altroieri per oltre tre ore la metropolitana è rimasta bloccata, poi uno sciopero di 24 ore e ancora le tensioni tra sindacati e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, casus belli la trattativa per assicurare le corse notturne a Capodanno 2020. Il primo cittadino aveva addirittura minacciato di "sciogliere Anm", in caso di reiterati malfunzionamenti del servizio, definendo "molto strani" i continui stop.

Peraltro molti utenti segnalano a Fanpage.it che di mattina, quando il mezzo pubblico viene utilizzato per andare al lavoro, c'è un problema nel problema: non si può avvisare nessuno del ritardo se si è sul treno. Già, perché la linea 1 del metrò quando si è sulle banchine o in viaggio non rende possibile l'utilizzo del cellulare né della rete 3G per la navigazione su internet.

"Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, se invece di lanciare accuse ed ultimatum ai lavoratori ed alle lavoratrici dell'ANM per deresponsabilizzarsi, dopo otto lunghi anni al governo della città, concentrandosi solo sullo sbattere il "mostro" in prima pagina guadagnando facili consensi, si degnasse di approfondire le questioni, capirebbe che alla base dei problemi tecnici di cui parla, c'è una parte di linea ferroviaria vetusta, che non riesce a comunicare con quella nuova, vagoni ormai obsoleti con una anzianità di oltre 22 anni": questo il comunicato del sindacato USB poco dopo la ripresa delle corse. Un comunicato in cui il sindacato punta il dito contro il primo cittadino napoletano che "avrebbe potuto mettere mano alla governance dell'ANM già da tempo, avrebbe potuto ridurre le paghe d'oro percepite da dirigenti e funzionari, avrebbe potuto garantire la regolarità dei flussi economici, avrebbe potuto intervenire per liberare la città dalle auto in sosta vietata, aumentando la velocità dei bus, avrebbe potuto fare piazza pulita del clientelismo e delle sacche parassitarie che infestano l'azienda, avrebbe potuto decidere che a pagare per il disastro dell'ANM fossero i responsabili e non i cittadini e i lavoratori, non ultimo, avrebbe potuto sposare il progetto di Azienda Unica Metropolitana", e che invece "non ha fatto nulla di tutto questo ed ora la privatizzazione di ANM è un rischio più che concreto. Non accettiamo assolutamente come lavoratori di essere accusati, tra l'altro con violenza, come la causa del problema. Qualora si ravvisi malafede nell'operato dei lavoratori vi invitiamo, senza indugio, a denunciare il tutto alla Procura della Repubblica a difesa dei cittadini e di quanti, quotidianamente, cercano con il loro lavoro di sopperire all'incapacità di chi dovrebbe assicurare un servizio essenziale, in modo dignitoso, ai turisti ed al popolo napoletano".