Un'immagine espressiva, dalla grande potenza evocativa: all'alba di questa mattina, intorno alle 6, una fiumana di persone, migliaia di musulmani, si sono radunati in piazza Garibaldi, dove sorge la Stazione Centrale di Napoli, e si sono raccolti in preghiera – rigorosamente rivolti verso La Mecca – per celebrare la chiusura del Ramadan – il mese di digiuno dall'alba al tramonto – che si è ufficialmente concluso al calare della sera di ieri, giovedì 14 giugno. "Abbiamo aggiunto il tricolore sullo striscione della nostra comunità perché rivendichiamo forte la nostra appartenenza a questa terra ed in particolare a questa città che ha una storia di accoglienza e fratellanza" ha detto l'imam Massimo Cozzolino durante il discorso di preparazione alla preghiera.

Un'immagine, quella di stamattina in piazza Garibaldi, che ricorda molto quella del mese scorso in piazza del Plebiscito, dove centinaia di musulmani, che si erano radunati in corteo per chiedere più diritti ai migranti, si erano fermati a pregare, rivolti al mare, nel luogo simbolo di Napoli, a Ramadan già iniziato. Un'immagine, ancora, di integrazione, che cerca di combattere quella di un quartiere, il Vasto, a forte presenza di migranti, dove il degrado e l'illegalità regnano incontrastati e dove soltanto ieri mattina il magazziniere di una farmacia in via Firenze è stato aggredito e colpito alla testa da un venditore abusivo, di quelli che affollano la zona intorno alla stazione.