Il progetto Monumentando va verso il naufragio. Alta tensione tra il Comune di Napoli e la società Uno Outdoor dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato in via definitiva la variante alle Torri Aragonesi di via Marina. Palazzo San Giacomo ha inviato una lettera alla ditta di sponsor – che nel 2013 ha vinto l'appalto da 3,5 milioni di euro per il restauro di 27 monumenti cittadini – nella quale si prende atto della decisione dei giudici amministrativi, aprendo una riflessione sul futuro del programma di riqualificazione. L'amministrazione arancione si è riservata la decisione, concedendosi 20 giorni di tempo. E il termine ultimo scade il 10 dicembre prossimo. Data per la quale si saprà se Monumentando andrà avanti o si fermerà. Ad acuire le tensioni tra Comune e Uno Outdoor anche il recente annuncio dell'amministrazione dell'affidamento dei cartelloni pubblicitari a led alla multinazionale Clear Channel. Per il patròn di Monumentando Giuseppe Annigliato: “Bisogna fare chiarezza”.

Le Torri Aragonesi saranno consegnate in settimana, senza i lavori della variante

Finora i tecnici specializzati della Uno Outdoor hanno riqualificato 9 opere, mentre sono ancora in corso i lavori sulle Torri Aragonesi, che saranno ultimate senza la variante e dovrebbero essere consegnate giovedì prossimo, previo sopralluogo della Soprintendenza. Ma è chiaro che una eventuale decisione negativa del Comune coinvolgerà tutto il progetto, bloccando di fatto il restauro dei 17 monumenti restanti. A 6 anni dall'avvio, insomma, Monumentando rischia di naufragare.

Il programma di riqualificazione dei monumenti cittadini era finito nel mirino dei comitati civici, con in prima linea l'associazione "Mario Brancaccio", guidata dall'avvocato Gaetano Brancaccio, che hanno contestato più volte sia la qualità delle ristrutturazioni che i tempi lunghi delle esposizioni delle pubblicità sui monumenti da restaurare. Il progetto, infatti, prevedeva di finanziare i cantieri attraverso gli incassi derivanti dall'affissione delle pubblicità sui pannelli che circondavano le opere.

Il patròn di Monumentando: “Cartelloni a led a Clear Channel? Si faccia la gara”

La partita non è ancora chiusa e non sono escluse ricuciture dell'ultimo minuto. Ma l'imprenditore Giuseppe Annigliato, patròn di Monumentando, non nasconde l'amarezza per i continui attacchi al progetto di restyling dei Monumenti, avviato con le migliori intenzioni, e chiede chiarezza sulla recente “decisione del Comune di affidare un centinaio di impianti pubblicitari a led in città alla società Clear Channel, nell'ambito della chiusura di un contenzioso da circa 18 milioni di euro”.

Un'operazione già annunciata dall'amministrazione, che dovrà però essere ratificata in consiglio comunale. “La lettera del Comune su Monumentando? È un atto dovuto – spiega AnnigliatoIl Consiglio di Stato, 15 giorni fa, si è espresso solo sulla variante al restauro delle Torri Aragonesi. Non è messo in discussione tutto il programma di riqualificazione, è bene chiarirlo. Al momento non c’è ancora alcun contenzioso tra il Comune e noi. Vedremo nei prossimi giorni. Ma va fatta chiarezza sulla vicenda Clear Channel. Non è possibile affidare 100 impianti pubblicitari a led, solo per chiudere un contenzioso. Sarebbe opportuna una gara aperta a tutti gli imprenditori e ai cittadini”.

Che fine farà, allora, Monumentando?

Il destino del progetto è legato a quello delle Torri Aragonesi, che saranno consegnate senza i lavori previsti dalla variante. Il Comune questa settimana deciderà se accettare oppure se approvare una nuova variante, che però potrebbe correre il rischio di essere nuovamente impugnata al Tar dalle associazioni. Sulla decisione peserà molto il giudizio della Soprintendenza che si esprimerà a metà settimana.

Cosa succederebbe, infine, se si dovesse arrivare a un contenzioso tra il Comune e la Uno Outdoor? Le altre 17 opere non ancora iniziate, potrebbero restare in sospeso. L'ipotesi, a quel punto, potrebbe essere procedere con una nuova gara oppure completarle con i soldi pubblici. Mentre la Uno Outdoor potrebbe avviare un'azione risarcitoria nei confronti del Comune. A rischiare ci sono anche i lavoratori: 23 tra architetti, operai e addetti delle imprese, che potrebbero perdere il posto. Ma nulla è ancora scritto, come detto, e le prossime ore saranno utilizzate per cercare di ricucire.

Monumentando, 6 anni di battaglia giudiziaria-amministrativa

Una storia travagliata, quella di Monumentando, iniziata nel 2013, con l’obiettivo di rimettere a nuovo 27 monumenti cittadini. Dopo l’avvio dei primi cantieri, però, sono arrivati i primi grattacapi, con i ricorsi presentati dalle associazioni al tribunale amministrativo e una bacchettata anche dell’Anac, l'Autorità Nazionale Anticorruzione. L’ultima sentenza risale allo scorso ottobre, con la quale il Consiglio di Stato ha bocciato definitivamente il restauro delle Torri Aragonesi di via Marina. Nel corso di 6 anni sono stati completati 9 cantieri.

La stangata dell'Anac nel 2017: "Speso poco per i restauri"

Nel 2017, su Monumentando si era espressa l'Anac, che aveva acceso i riflettori su 7 opere e aveva inviato le carte in Procura e alla Corte dei Conti. Tra i rilievi sollevati dall'Autorità Anticorruzione, guidata all'epoca da Raffaele Cantone, i tempi lunghi per i lavori e i mega-ribassi sui costi di restauro, con sconti fino al 75% sugli importi di gara in sede di affidamento alle ditte specializzate.

Momumentando, ad ogni modo, ha conseguito anche significativi risultati per la città. Tra le opere restaurate, figurano la Colonna Spezzata, l’obelisco di Portosalvo, le fontane del Carciofo, Spina Corona, della Maruzza e del Seguro a piazza Mercato, la statua di San Gaetano ai Decumani, la colonna Diaz e il Ponte di Chiaia, mentre le Torri aragonesi del Castello del Carmine sono ancora in itinere.