Uno dei monumenti che rientrano nel progetto "Monumentando"
in foto: Uno dei monumenti che rientrano nel progetto "Monumentando"

“Il contratto di Monumentando non è mai stato rescisso. Dal Comune è arrivata solo una comunicazione a novembre di avvio del procedimento. Poi, più nulla. Abbiamo consultato i nostri legali ed il contratto è tutt'ora in essere. Il Comune ci dica cosa vuole fare. Non si possono tenere bloccati così società e lavoratori. Noi siamo pronti a riprendere i cantieri rimasti in sospeso, a cominciare dal Maschio Angioino”. Ad affermarlo è Giuliano Annigliato, patròn della Uno Outdoor, la società che ha gestito dal 2013 al 2019 il progetto Monumentando, che prevedeva il restyling di 27 monumenti cittadini finanziato attraverso gli sponsor pubblicitari, tra questi il Ponte di Chiaia e la Fontana della Maruzza. Palazzo San Giacomo, però, dopo 7 anni ha deciso di chiudere il progetto, quando c'erano ancora in sospeso 16 monumenti da ristrutturare, a seguito di una sentenza sfavorevole al Consiglio di Stato su un ricorso presentato dalle associazioni civiche per le Torri Aragonesi.

Annigliato (Uno Outdoor): "Da novembre nessuna notizia"

La comunicazione di rescissione del contratto dal Comune alla Uno Outdoor è arrivata il 13 novembre scorso. Nello specifico, la lettera recita: “avvio del procedimento ai sensi dell'articolo 7 della legge 241/90 relativa al ritiro degli atti inerenti al procedura denominata Monumentando di 27 monumenti cittadini del 2013”. “Ma dal Comune – spiega Annigliato – dopo quella lettera non ci è arrivato altro. Così abbiamo interpellato i nostri legali che ci hanno confermato che il contratto attualmente è ancora valido, perché il ritiro degli atti non è mai avvenuto. L'articolo 7 non equivale alla rescissione”. Questo però non vuol dire che il Comune abbia intenzione di riprendere Monumentando. “Abbiamo contattato l'amministrazione per le vie brevi – prosegue l'imprenditore – e ci hanno risposto che a distanza di 6 mesi la questione è all'attenzione dell'avvocatura comunale. Intanto, noi siamo bloccati nell'incertezza. Abbiamo dipendenti assunti che aspettano di sapere qual è il loro destino. Noi siamo pronti a riprendere le attività. Altrimenti metteremo la Uno Outdoor in liquidazione. Il Comune ci dica cosa vuole fare”.

Cantiere Capodichino, multe per 30mila euro

Tra gli oggetti del contendere anche l'ultimo cantiere, in ordine di tempo, di piazza Di Vittorio a Capodichino, per il restauro di 9 obelischi tramite sponsor. “Noi abbiamo montato i cantieri, previsti da Monumentando, tra settembre e novembre 2019, ma abbiamo ricevuto oltre 30 verbali della Polizia Municipale, del valore di 27.933 euro perché si è scoperto che non era possibile installare le pubblicità in quella zona”. Sempre il 13 novembre, infatti, il Comune ha comunicato alla Uno Outdoor che “le installazioni pubblicitarie del cantiere in piazza Di Vittorio autorizzato 10 settembre 2019 con pratica Suap per la quale non è mai stata rilasciata autorizzazione. Si ordina alla società di provvedere ad horas allo smontaggio dei teli”. “Monumentando è nato come progetto di restyling con le sponsorizzazioni – dice Annigliato – Come è possibile che il Comune abbia scoperto che non c'era l'autorizzazione solo a novembre? Perché ce l'hanno detto dopo che avevamo montato le impalcature?”.

La polemica, Venanzoni (Pd): "Il Municipio faccia chiarezza"

“Una vicenda singolare ed eclatante – commenta il consigliere comunale Pd, Diego Venanzoni – Non entro nel merito del giudizio, ma come è possibile che a distanza di 6 mesi non sia ancora chiaro se il contratto è attivo o è stato rescisso? Come segnalato tempo fa il Comune di Napoli non ha ancora formalmente rescisso il contratto di Monumentando. Intanto però non si consente all'impresa di continuare le attività. Ricordo bene il clamore delle notizie giornalistiche. Si faccia chiarezza, il mondo delle imprese e di conseguenza i lavoratori già stressati per il Covid-19 hanno il diritto di conoscere il proprio destino”.