Otto colpi, tre dei quali andati a segno. In pieno giorno, in una zona molto frequentata, con modalità che richiamano gli agguati di camorra. Si parte da questi elementi per ricostruire l'agguato ai danni di un 52enne nigeriano, colpito da tre proiettili intorno a mezzogiorno di lunedì, 9 dicembre, in via Venezia, nel cuore del Vasto, a due passi dalla Stazione Centrale di Napoli. L'uomo, ricoverato al Loreto Mare, non è in pericolo di vita: le pallottole lo hanno raggiunto alle gambe.

Secondo la ricostruzione su cui stanno lavorando le forze dell'ordine, a sparare sarebbero state due persone in scooter, coi volti coperti da caschi integrali, che non si sono fatti scrupolo di aprire il fuoco in un'area trafficata, col rischio di colpire i passanti. Non si sarebbe trattato quindi di un regolamento di conti tra immigrati, ma a decidere quella spedizione sarebbe stata la malavita napoletana. Ed è su questo aspetto che si concentrano gli inquirenti: in zona, da tempo, il "piccolo spaccio", ovvero il narcotraffico al dettaglio, viene gestito da gruppi di extracomunitari. Delegato in "appalto" dai clan, che attingono dal bacino di disperati che affollano le stradine del Vasto per avere manovalanza a basso costo e liberarsi dei rischi degli arresti.

Al momento il 52enne, che risiede a Napoli con regolare permesso di soggiorno, non è ritenuto coinvolto in attività criminali ma avrebbe dei piccoli precedenti legati proprio allo spaccio di droga. Da qui, la chiave di lettura: il ferimento potrebbe essere la punizione per uno sgarro, forse uno "sconfinamento", o un messaggio, anche indiretto, per chi potrebbe aver cercato di ritagliarsi un proprio spazio nello spaccio di droga tentando di affrancarsi dai clan.