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Opinioni

Napoli, caos multe stradali. Ditta denuncia: “Notifiche illegittime, rischio annullamento”

La società che ha in appalto il servizio di notifiche delle multe stradali ha diffidato il Comune di Napoli: “i messi notificatori esterni possono recapitare solo le sanzioni triburarie. La consegna delle contravvenzioni spetta ai vigili o alle Poste”. E spunta il giallo dei motorini dei messi notificatori esterni con il logo del Comune.
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A cura di Pierluigi Frattasi
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Caos sulle notifiche delle multe stradali a Napoli. “I messi notificatori appena assunti dalle società che hanno in appalto il servizio di gestione da parte del Comune non possono consegnarle, perché abilitati solo per gli atti tributari. A rischio annullamento le notifiche dei verbali delle contravvenzioni”. È quanto sostiene la società Gruppo Servizi Postali Srl, che si occupa di servizi postali per conto di amministrazioni e società private partecipate, nella diffida inviata al Comune di Napoli per far luce sulla vicenda. Il 18 settembre scorso la ditta ha fatto istanza a Palazzo San Giacomo per accertare la regolarità dell'assunzione dei messi notificatori da pate dell'Rti Leonardo Finmeccanica Spa-Soes spa. Mentre un altro ricorso al Tar pende con una terza ditta, la Sagida Srl, per un altro appalto, relativo alle notifiche dei verbali all'estero.

Il mega-appalto per la notifica degli atti comunali

Il Comune ha indetto la gara per le notifiche ad aprile 2015, aggiudicata a maggio 2016. Nel 2018 è partita la selezione per i messi notificatori fatta dalla società privata per consegnare a casa le sanzioni amministrative. I notificatori sono stati reclutati con una selezione pubblica, ma per la Gruppo Servizi Postali Srl, la normativa del 2006 prevede che “i messi notificatori di società private affidatarie di servizio pubblico hanno competenza per notificare solo 3 tipologie di atti: accertamento di tributi locali, procedure esecutive e invito al pagamento delle entrate extratributarie comunali e provinciali. Quindi, non le sanzioni amministrative nascenti dalla violazione del Codice della Strada”.

Per la ditta che ha presentato la diffida i messi notificatori potrebbero consegnare il verbale di infrazione al Codice della Strada solo quando questo non è stato pagato e impugnato e si è trasformato, quindi, in un'ingiunzione di pagamento. "Solo in tale ipotesi – scrive – è possibile per un messo notificatore predisporre la notifica in proprio”. Secondo la società, quindi, a notificare le multe dovrebbero essere solo “agenti di polizia locale, messi comunali, che sono dipendenti pubblici nominati con decreto sindacale, o il servizio postale, che dal 2018 non è più esclusiva di Poste Italiane, ma può essere anche effettuato da una società privata”. In questo caso, però, con una speciale licenza rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico alle società. “La successiva nomina del messo notificatore a messo comunale – prosegue la diffida – non sanerebbe l'illegittimità”. Difficile districarsi, ad ogni modo, nella normativa e c'è chi al Comune, invece, ritiene che ci siano sentenze che consentono anche ai messi notificatori di consegnare la multe stradali.

Il rischio dell'annullamento delle multe notificate

Una possibile conseguenza, paventata nella diffida, è che “visto che il messo notificatore non può notificare le sanzioni amministrative, le sanzioni amministrative potrebbero essere impugnate in massa in quanto da considerarsi inesistenti, così come del resto è già avvenuto in altri Comuni”.

Il giallo degli scooter con il logo del Comune

Ma non finisce qui. La società, infatti, solleva un altro quesito, a proposito degli scooter che dovrebbero essere in dotazione dei messi notificatori. “Negli ultimi giorni – scrive in un'altra diffida al Municipio del 24 settembre – la società è venuta in possesso di foto di alcuni scooter disegnati con la bandire del Comune di Napoli e sul quale vi è la dicitura ‘messo notificatore'”. Insomma, la società si chiede se sia possibile eventualmente per una ditta privata utilizzare su propri mezzi il logo comunale. Da qui l'invito finale "a verificare la correttezza dell'iter di assunzione dei messi notificatori o a determinare se si tratta di dipendenti della stessa regolarmente assunti e accertare l'inesistenza di società terze nella gestione del servzio, che renderebbero inesistenti le notifiche eventualmente effettuate".

L'interrogazione consiliare

“Ho prodotto nelle ultime settimane – afferma Diego Venanzoni, consigliere Pd – una interrogazione al viceindaco proprio perché la normativa è cambiata e di conseguenza i meccanismi di notifica degli atti stessi. La questione è seria e l'amministrazione comunale dovrà rivedere procedure di gara ed affidamenti. Troppa approssimazione, il Comune di Napoli si espone a ricorsi ed il profilo di illegittimità per la notifica degli stessi è molto concreto”.

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Giornalista professionista dal 2016, per Fanpage.it segue la cronaca di Napoli, con particolare riferimento ai settori politica, istituzioni, trasporti, Sanità, economia. Ha collaborato in passato con i quotidiani “Il Mattino”, “Roma”, “Il Fatto quotidiano.it” e con l'agenzia di stampa Italpress. Nel 2014 ha vinto il Primo Premio al Premio di Giornalismo “Francesco Landolfo”. Per l'attività giornalistica svolta è stato ospite di trasmissioni televisive e radiofoniche (tra le quali Agorà, RaiRadio2, TgCom24, Radio Kiss Kiss Napoli, Radio Marte, Radio Amore Napoli, Canale 8). Moderatore di convegni e dibattiti pubblici per Provveditorato per le Opere Pubbliche della Campania e Molise, Banca Fideuram – Intesa Sanpaolo, Eurispes. Ha svolto attività di ricerca scientifica di carattere storico-economico. È autore dei saggi pubblicati su Meridione, Sud e Nord del Mondo: "La ristrutturazione industriale negli anni ’70 del Novecento. I salvataggi Gepi di imprese campane" (Esi, 2013), "Espansione e sviluppo dell’industria aerospaziale campana negli anni ’70 del Novecento" (Esi, 2013), e "Pensiero meridiano e politiche europee per il Mediterraneo" (Esi, 2010).
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