Al via la rivoluzione per chalet e gazebo a Napoli. Ecco lo studio realizzato da Soprintendenza, dipartimento di Architettura della Federico II, Comune di Napoli e Camera di Commercio, che cambierà il volto del centro storico. Partendo dalle attuali criticità, gli esperti indicano i criteri che dovranno seguire i dehors (così si definiscono gli spazi all'aperto forniti di tavolini ndr.). all'interno del sito Unesco, strada per strada, nel rispetto delle normative vigenti, secondo i canoni dell'eleganza estetica e tenendo conto delle necessità commerciali e della vivibilità degli spazi urbani.

Molte le novità. Solo per fare qualche esempio, in Piazza Bellini, luogo simbolo della movida, dove l'organizzazione risale ai primi anni Novanta, si prevede una radicale riorganizzazione, con i dehors non più ammucchiati senza soluzione di continuità a ridosso dei locali – tanto che, sottolinea lo studio, ad oggi «percorrendo la piazza dal lato interno rispetto ai ruderi, risulta praticamente impossibile raggiungere altre aree» – ma delimitati tra loro e distanziati di 2 metri dagli edifici, per lasciare libero il passaggio ai pedoni.

In via dei Tribunali, invece, nel tratto tra San Pietro a Majella e via Duomo, nelle aree delimitate dai paletti laterali «non è consentito alcun tipo di occupazione di suolo, al fine di garantire il pieno utilizzo della strada in totale sicurezza da passanti e fruitori degli esercizi commerciali». Mentre nei tratti interamente pedonali saranno ammessi solo funghi e sgabelli ai lati degli ingressi dei negozi e adiacenti ai palazzi.

I gazebo e dehors presenti in città
in foto: I gazebo e dehors presenti in città

Divieto di coprire monumenti e aree disabili

Divieto assoluto, poi, di coprire la vista dei monumenti storici, di invadere parti della carreggiata, piste ciclabili o discese disabili. Saranno tutelati i sagrati delle chiese, che dovranno restare sgombri. Per piazzetta Nilo, per esempio, le linee guida prescrivono «il veto assoluto di dehors con ombrelloni e tende sul marciapiede-sagrato della Chiesa di S. Angelo a Nilo» e l'uso, invece, di funghi e sgabelli. Altre indicazioni sono fornite per piazzetta Miraglia e piazzetta della Pietrasanta.

E, ancora, in piazza Vittoria, dove sarà allargato il marciapiedi antistante la Chiesa di Santa Maria della Vittoria, sono stati previsti spazi con copertura stabile a teli e pedane. In piazza Trieste e Trento si prevedono ombrelloni con struttura a braccio e copertura a teli, con fioriere di 40 centimetri. Su via Toledo, invece, i dehors saranno adiacenti agli edifici, per non intralciare i pedoni. Per i marciapiedi piccoli si prevedono ombrelloni semplici, con sedie e tavolini, di dimensioni ridotte (1,50 per 2 metri) e strutture coperte nel tratto verso piazza Salvo d'Acquisto. In piazza Dante, invece, dehors di tipo misto, sia ombrelloni e sedie, ma anche gazebo: dovranno rispettare la distanza di 4,5 metri dall’emiciclo per garantire il rispetto della quinta architettonica della piazza. Nei tratti laterali, dovranno restare a 3,5 metri dagli edifici.

Lo studio detta le linee guida per ridisegnare le occupazioni di suolo nelle principali strade e piazze del sito Unesco. Sono state individuate quattro aree: il Centro Antico e Chiaia-San Ferdinando, e gli assi urbani di via Toledo e via Foria-Piazza Carlo III, che include anche Banchi Nuovi e Castel Capuano. Un lavoro lungo, che ha richiesto quasi due anni.

 A Napoli vietati i teloni bianchi in Pvc

Stop, quindi, ai teloni in Pvc, sostituiti da delimitazioni rigide con scheletro di metallo e parte inferiore fissa in vetro, con un'anta mobile superiore per proteggersi da vento e pioggoa. Vietate anche le installazioni disomogenee, con chalet di diversi colori e dimensioni ammassati gli uni agli altri. Tutte criticità che comportano «una riduzione dei livelli di sicurezza e di fruibilità dello spazio pubblico, oltre che un danno al decoro e al rispetto delle prospettive urbane». Il dossier prescrive colori chiari per i teli di copertura e tavolini di dimensioni contenute. Le pedane in legno non dovranno superare i 50 centimetri d'altezza. Altro criterio è quello della conservazione, dove possibile, del numero di posti a sedere attuali, con la possibilità in alcuni casi di aumentarli.

Le linee guida non sono vincolanti, ma saranno alla base del nuovo regolamento dei dehors che dovrà essere approvato dal consiglio comunale e al quale gli esercenti poi dovranno uniformarsi. Lo studio non è stato ancora presentato ufficialmente. Non è esclusa quindi qualche modifica dell'ultimo minuto. Senza contare ulteriori correttivi che potrebbero arrivare con gli emendamenti in Aula. Mancano, infine, all'appello ancora altri quartieri, tra i quali il Vomero, che saranno trattati in un secondo momento.

Intanto, il 30 aprile scadrà l’ultima proroga concessa l'anno scorso dal Comune, di concerto con la Soprintendenza, per le occupazioni di suolo dei locali. Tempo utile che sarebbe dovuto servire a ultimare e approvare lo studio tecnico. Ma è molto probabile, che nelle more del completamento dell'iter del nuovo regolamento, il Comune possa concedere un'ulteriore dilazione per l'estate. Altrimenti il rischio è che molti gestori possano trovarsi scoperti. Ma come cambiano le altre strade del centro? Ecco qualche esempio.

Decumani: niente tavolini esterni, solo sedie e sgabelli

Ai Decumani, nei vicoli più stretti, non si potranno montare gli ombrelloni, ma bisognerà limitarsi a tavolini e sedie o funghi e sgabelli. In piazza San Domenico Maggiore si prevedono dehors con delimitazioni. In Piazza del Gesù, invece, sono prescritti moduli separati di 3 metri per 3, con ombrelloni e paraventi, posti a 2 metri dai fabbricati, per garantire il passaggio minimo. Mentre in Calata Trinità Maggiore si confermano tavoli e sedie coperti da tende, con l'aggiunta di pannelli aderenti alle pedane. No alle fioriere di delimitazione. In via Santa Maria la Nova, infine, lo studio prevede di sistemare i dehors con ombrelloni e pannelli, all’ingresso della strada, in moduli 2 per 2, adiacenti agli edifici.

In via Duomo il cantiere Unesco prevede in alcuni punti l'allargamento dei marciapiedi. Largo, quindi, a ombrelloni, pedane e pannelli. Divieto assoluto di occupazione suolo, poi, in prossimità di fermate del bus, contenitori interrati dei rifiuti, semafori e ingressi palazzi. In piazza dei Gerolomini andranno lasciati liberi il sagrato e la vista sul murales di Bansky. Mentre i dehors dovrebbero andare sulle fasce laterali, con l'eventuale eliminazione di alcuni paletti dissuasori.

Altra novità riguarderà l'area di Castel Capuano, inserita nel Grande Progetto Unesco di riqualificazione. Sarà un nuovo polo attrattivo per i turisti. Il piano tiene conto dei lavori e prescrive per la zona dehors con ombrelloni semplici o coperture stabili a teli, secondo criteri di omogeneità, con l'utilizzo anche di fioriere di delimitazione, lasciando libero un passaggio di 2 metri.