Manca il personale negli uffici dell'Anagrafe del Comune di Napoli, così per avere una trascrizione di una sentenza di divorzio sul certificato di matrimonio ci vogliono 5 mesi. Un atto puramente formale, ma indispensabile, che consiste in una semplice annotazione in calce alla scheda sul terminale, un'operazione da pochi secondi, si trasforma in una vera odissea.

Il calvario di due ex coniugi per far annotare la sentenza di divorzio

È capitato a due ex coniugi napoletani, G.B.B. e C.T., di 66 e 57 anni, prima separati e poi divorziati. Il primo aprile scorso arriva finalmente la sentenza definitiva del Tribunale di Napoli con la quale viene dichiarato lo scioglimento del matrimonio. Sembra la fine di un lungo percorso, ma non è così. Perché per diventare effettiva la sentenza, passata in giudicato, ha bisogno di essere annotata dall'ufficio Anagrafe del Comune di Napoli. I due ex coniugi si rivolgono allo sportello dello Stato Civile della V Municipalità del Vomero-Arenella. Ma manca il personale. Dovranno aspettare 5 mesi perché il certificato di matrimonio sia finalmente aggiornato con l'annotazione del divorzio. Solo il 17 settembre, infatti, dopo numerose sollecitazioni, la pratica viene aggiornata. I due ex coniugi che vogliono rifarsi una vita, insomma, devono attendere con pazienza, con tutto quello che ne consegue, come l'impossibilità, per esempio, di potersi sposare di nuovo.

Uffici di Stato civile a mezzo servizio

Un disservizio legato alla drammatica penuria di personale degli uffici anagrafici. Tanto che già prima dell'estate, Palazzo San Giacomo aveva annunciato il dimezzamento degli sportelli nelle Municipalità. Il provvedimento aveva suscitato la dura reazione di consiglieri comunali e municipali. Dopo un prima proroga a settembre, alla fine, il direttore generale del Comune ha sospeso l'atto. Per potenziare gli uffici anagrafici saranno impiegati i dipendenti Lsu, per i quali è in corso una procedura di stabilizzazione.

La lettera del dirigente: "Non abbiamo personale"

A denunciare il cattivo funzionamento degli sportelli anagrafici era stato il consigliere comunale Diego Venanzoni (Pd), in una lettera agli uffici di metà settembre: “Ci giungono – svriveva il consigliere – diverse segnalazioni dei residenti nella V Municipalità, che lamentano notevoli ritardi nell'erogazione dei servizi anagrafici e di stato civile. Mi preme evidenziare, che per ottenere il rilascio di un certificato di divorzio, a seguito di sentenza passata in giudicato trasmessa dalla sezione competente, si registrano tempi superiori ai tre mesi. Tali ritardi vengono giustificati con la mancanza di personale addetto all'annotazione della sentenza di divorzio sul relativo atto di matrimonio, dilatando di fatto i tempi affinché l'atto acquisti validità a tutti gli effetti di legge”. Vuoti di organico confermati in una lettera del dirigente dell'Anagrafe del 30 settembre scorso: “La carenza di personale – scrive – costituisce un dato oggettivo incontestabile che affligge in maniera generalizzata tutti gli uffici demografici presenti sul territorio metropolitano”.