È morta la signora Grazia Resicata, l'80enne colpita da infarto e ictus ieri e deceduta in serata, dopo aver ricevuto un avviso di sfratto dalla NapoliServizi, la società partecipata del Comune di Napoli che gestisce il patrimonio immobiliare. La diffida con l'intimazione di rilascio dell'appartamento in via Posillipo, all'altezza dell'ex deposito Anm, era solo un avviso amministrativo, non uno sfratto esecutivo – questi ultimi sono bloccati in tempo di Coronavirus – perché il contratto di fitto era scaduto l'anno scorso e il Comune voleva riacquisire l'immobile che fa parte del patrimonio indisponibile, quindi non quello di Edilizia Residenziale Pubblico. La differenza è che mentre per quest'ultimo vale una procedura specifica per le case popolari, che non prevede sfratti, a meno della decadenza dei requisiti, ma solo sgomberi, per il primo caso, invece, ossia del patrimonio indisponibile, i contratti sono di locazione di tipo commerciale, simili a quelli dell'affitto privato. L'anziana signora viveva in uno degli appartamenti in via Posillipo, all'altezza dell'ex deposito Anm.

Il palazzo del Comune di via Posillipo sotto inchiesta per i fitti bassi

Quella palazzina era finita al centro di un'inchiesta della Corte dei Conti, alcuni anni fa, perché affittata dal Comune a prezzi stracciati. Nel caso specifico, l'appartamento occupato dalla signora, secondo la NapoliServizi era di patrimonio disponibile, con contratto commerciale, ma il canone del contratto era stato fissato a tariffa Erp, in base a una delibera del Comune, poi revocata. Palazzo San Giacomo comunque aveva deciso di recuperare l'appartamento al termine del contratto, scaduto l'anno scorso. Da qui, l'intimazione di rilascio entro 30 giorni recapitata all'anziana, che serviva ad interrompere l'eventuale rinnovo del contratto. La signora Grazia purtroppo è deceduta ieri sera nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Cardarelli. Il suo cuore non ce l'ha fatta. Il Comune ha annunciato che aprirà un'indagine interna per chiarire l'accaduto.

L'assessore Buonanno: "Non è uno sfratto esecutivo"

Sulla vicenda è intervenuta a Fanpage.it anche l'assessore alla Casa, Monica Buonanno, che si è detta "addolorata per la perdita" e che ha dichiarato che però "non si tratta nel caso specifico di uno sfratto esecutivo. Il contratto di affitto risulta scaduto a settembre 2019 e non rinnovato". L'assessore si è resa disponibile però ad approfondire la vicenda e a valutare anche una modifica alla norme comunali attuali che prevedono per alcuni casi un diverso trattamento per gli inquilini del Comune che occupano alloggi di edilizia residenziale pubblica e quelli che si trovano negli alloggi del patrimonio disponibile. Valutando caso per caso.

L'avvocato Pisani: "Quel contratto non era scaduto"

A stretto giro arriva la replica dell'avvocato Angelo Pisani, legale della famiglia della signora Resicata, che difende anche altri inquilini comunali diffidati. “Avevamo già avvisato il Comune di Napoli – spiega l'avvocato Angelo Pisani – negli scorsi mesi, quando sono arrivati altri avvisi, della precarietà delle condizioni di salute della signora che sarebbero potute peggiorare. Nell'ultima lettera inviata dal Comune si intima di rilasciare l'appartamento entro il 7 luglio alla presenza della Polizia Municipale e della NapoliServizi. Se questo non è uno sfratto, ma una ‘procedura amministrativa', come sostiene l'amministrazione comunale, nella lettera non c'è scritto. Ed è quella lettera che si è vista recapitare la vecchina di 78 anni che 8 anni fa, dopo 15 anni di calvario per cercare una casa, aveva ottenuto l'assegnazione legittima, pagando il canone stabilito dal Comune di Napoli”. “Il Comune dice che si poteva fare opposizione? – prosegue Pisani – Ma la signora non ha mai avuto nessun atto dal Comune, l'unico atto sono quelle lettere a cui come legali abbiamo risposto tramite pec, senza ricevere mai risposta”. “Il Comune dice che il contratto era scaduto nel 2019? Il Comune non ha fatto la disdetta del contratto 6 mesi prima della scadenza, pertanto il contratto si è rinnovato tacitamente. Certo, questo non è un contratto normale, ma è per persone meno abbienti, ma comunque dovevano disdirlo. La casa peraltro fu consegnata alla signora anche con un anno di ritardo”.

Pisani difende anche altre famiglie sotto sfratto nella stessa palazzina di Posillipo. “Nella casa della signora – aggiunge Pisani – vive anche il figlio che resterà lì. A fianco poi vive un'altra famiglia con 3 bimbi disabili dagli 8 a 12 anni, che sta subendo la stessa procedura. Io difendo tutte le famiglie e il 7 luglio ci opporremo allo sfratto. Ci sono centinaia di immobili sfitti del Comune che possono essere utilizzati. Non si capisce perché altri contratti nello stesso stabile siano stati rinnovati. Non sono state le famiglie a fissare i canoni di 30-40 euro al mese, ma il Comune. Questo, peraltro, con il Covid19, era il momento peggiore per fare uno sfratto, peraltro bloccati anche dal Governo”.

Le reazioni: "Tragica vicenda, vergonoso"

"La vicenda della signora morta per infarto – commenta il consigliere comunale Marco Nonno (FdI) – dopo aver ricevuto la lettera di sfratto rappresenta qualcosa di vergognoso di cui chiederò conto in consiglio, attraverso una apposita interrogazione, al Sindaco ed all'assessore al Welfare. A Napoli i centri sociali occupano a spese nostre decine di stabili pubblici mentre anziani e persone deboli vengono sfrattati senza mezze misure, a rischio della salute e della vita. Una città ormai totalmente allo sbando". "A Napoli – aggiunge Marcello Taglialatela, presidente della associazione Sud – una signora anziana e disabile è purtroppo deceduta ieri dopo aver ricevuto una lettera di sfratto da parte del Comune di Napoli. Una vicenda di una gravità assoluta, gestita in maniera vergognosa dall'amministrazione. Nella città dove i centri sociali occupano indisturbati decine di stabili comunali, ci si permette di sfrattare una vecchietta con patologie. Come Campo Sud andremo in fondo a questa storia".