“Lascio il Pd. Non ha mai fatto una seria opposizione al sindaco Luigi de Magistris in questi anni. Il Comune è stato usato come un brand. E lo sfacelo amministrativo è sotto gli occhi dei cittadini. Il verde pubblico non è curato. La città economicamente è al collasso da molto prima del Coronavirus”. Non ha dubbi il consigliere comunale Diego Venanzoni. Eletto nelle file del Partito Democratico alle elezioni per il Comune di Napoli nel 2016, dopo 4 anni di battaglia politica all'opposizione adesso ha deciso di lasciare i democrat. Venanzoni è tra i consiglieri più attivi per numero di interrogazioni consiliari e proposte all'amministrazione negli ultimi anni. Aderirà in consiglio al gruppo La Città, assieme alla consigliera Roberta Giova. Mentre alle regionali potrebbe essere candidato con una lista civica a sostegno del governatore De Luca.

Consigliere, perché ha maturato la decisione?

“De Magistris, ormai a fine mandato, cerca di riposizionarsi politicamente a pochi mesi dalle elezioni. E il Pd gli dà la possibilità di sopravvivere politicamente in questo modo. Da un lato dice che l'esperienza arancione è finita. Dall'altro, poi, vota il bilancio alla Città Metropolitana di Napoli e altri atti. Ma come si fa a restare in un partito che continua a trovare intese col sindaco che ogni giorno attacca il candidato alle regionali che è anche espressione del Pd? Non si può. Quest'ambiguità non è più comprensibile agli occhi degli elettori. È lo stato della città che condanna politicamente questa amministrazione. Non si può sostenere chi ha portato la città al disastro attuale”.

Perché questo giudizio così duro sull'amministrazione de Magistris?

“Il sindaco in questi anni sembra sia stato più impegnato nelle diatribe nazionali e internazionali che nell'amministrazione della città. Ha sempre tenuto il Pd alla porta, criticandolo pubblicamente. Adesso chiede collaborazione, a pochi mesi dalle elezioni. E il paradosso è che il Pd tergiversa e prende tempo. Come se stesse pensando quasi ad accompagnarlo in questo suo futuro politico. Ma il Pd ha davvero bisogno di de Magistris? Non dovrebbe interrogarsi piuttosto sul programma per migliorare la vita dei cittadini nei prossimi anni? Perché invece di reclutare il sindaco uscente, non si prova a recuperare il suo elettorato con le proposte concrete. Un elettorato che un tempo era nostro?”.

Il Pd non ha fatto opposizione, a suo giudizio, in questi anni?

“Se il sindaco è ancora lì è perché ha continuato a sopravvivere anche grazie al Pd. Al Comune il partito dice di essere all'opposizione, poi in Città Metropolitana c'è una intesa piena. Ma gli elettori non vogliono più questa ambiguità. Ma come si fa a chiedere una collaborazione a De Luca, mentre dall'altro lato lo si attacca violentemente tutti i giorni? I numerosi richiami fatti da me in questi mesi non sono stati raccolti. Il Pd punta ancora a capire se ci sono le condizioni per una alleanza con de Magistris. C'è trasversalità politica, e per me non è accettabile”.

Lascia il Pd, quindi? Dove si collocherà in consiglio comunale?

“Sì, lascio il partito. Mi colloco nella mia posizione naturale, nel gruppo La Città, con la collega Roberta Giova, che ha la mia stessa tradizione cattolica popolare e con la quale c'è piena sintonia”.

Qual è il suo giudizio sul governatore De Luca?

“Io sono un convinto sostenitore dell'azione di governo di De Luca alla Regione Campania. Devo dire che il Pd, anche con De Luca, fino a qualche mese fa, come ricordano tutti, è stato ingeneroso. Un atteggiamento che non ho mai condiviso”.