Norina Matuozzo è stata uccisa a colpi di pistola il 2 marzo 2019 a Melito (Napoli), dal marito, Salvatore Tamburrino, pregiudicato 42enne. L'omicidio della giovane mamma di due figli, però, è passato in secondo piano per l'ingombrante l'arresto di Marco Di Lauro, figlio di Paolo, boss latitante di Scampia, finito in manette proprio grazie ad alcune rivelazioni del Tamburrino. A 7 mesi dalla sua morte e nel giorno del 34esimo compleanno di Norina, la famiglia Matuozzo ha deciso di scrivere una lettera per ricordarla, affidando, con l'immaginazione proprio proprio a lei, la vittima, la parola:

Mi chiamo Norina,

sono la stessa di qualche mese fa… continuo a scrivervi perché il mondo non si dimentichi di me, anche se un'orco mi ha ammazzato.
Io ci sono ancora, vivo nei miei FIGLI, nella mia MAMMA, in mia SORELLA, in mio PADRE e nei miei FRATELLI… io vivo in chiunque si batti per ME.
Adesso sono un bellissimo Angelo, dovrebbe vedermi quel mostro sono ancora più bella… risplendo nel cielo, e adesso posso finalmente volare… niente più parolacce e niente più botte, adesso io non sento più tutto quel dolore che mi ha fatto morire prima dentro… niente più strilli e rumori… mobili rotti e poi ricomprati in casa mia… CASA MIA dove adesso abitano coloro che lo "difendono” profanata tra le MIE COSE e quante ne ho dovute subire e quante ancora ne sto subendo, nonostante io sia la VITTIMA!
Se ne stanno inventando di tutti i colori pur di farlo dare qualche anno in meno… Povera Mamma mia e poveri i miei figli, chi glieli ridarà a loro tutti quegli anni che lui mi ha strappato da vivere felici insieme, se non fosse per questa “LEGGE” che l’ha portato a fare tutto questo che quasi tutela lui e non me e la mia famiglia che respira ancora ma non vive più, forse è vero lo dovrebbero provare sulla loro pelle cosa significherebbe non poterti alzare e sentire o vedere tua FIGLIA e non perché il destino ha voluto così… ma perché una feccia di essere umano una mattina si è svegliato e si è sentito come un Dio, decidendo questa volta non solo per la mia di vita ma anche per i miei figli e per la mia famiglia, è difficile restare fermi e immobili e silenziosi ad aspettare un verdetto che sicuramente non sarà degno della mia vita e questo tutelerà le altre DONNE??? Il mio sacrificio… la mia vita salverà altre donne che in questo momento si nascondono dentro gli ospedali come ho fatto io, dicendo che sono cadute o che si sono fatte male da sole? E poi mi raccomando continuate a dire che avrei dovuto denunciare… così uno come lui l'avrebbe fatto prima!
Oggi avrei compiuto 34 anni e sarei stata comunque una MAMMA FELICE perché nonostante tutto avrei potuto vedere crescere i miei figli e avrei visto invecchiare i miei genitori e invece un'essere che chiamano “UOMO” che magari pessimo com’è, cercherà un modo per uscirne pulito perché è cosi che fanno i vigliacchi. Lui ha deciso che il 2 marzo dovevo essere l'ennesima vittima di femminicidio in uno Stato che continua ad essere nella peggior classifica di questo mondo e niente vi chiedo… solo ciò che mi spetterebbe di diritto: giustizia. Per ME e per tutte quelle DONNE che non vedendo giustizia, non denunceranno mai e saranno presto un altro numero da aggiungere alle vittime di carnefici spietati e senz’animo.