Maria Dolores Peduto aveva denunciato a Fanpage di non poter essere operata di tumore al seno all'ospedale Incurabili di Napoli, antico presidio ospedaliero campano, perché il medico che la seguiva lì da oltre 18 anni le aveva consigliato di rivolgersi presso un altro ospedale per operarsi in tempo utile. Il motivo è semplice e scandalizza la signora Peduto: la mancanza di anestesisti. Il primo a rispondere è stato Mario Forlenza, direttore generale dell'Asl Napoli 1 Centro, cui afferisce la struttura: "È noto che la Asl Napoli 1 – si legge in un comunicato – e anche tutte le altre Asl della Regione hanno difficoltà a reperire medici anestesisti" . Il direttore generale ammette il grave problema e il conseguente rallentamento degli interventi programmati. Poi getta acqua sul fuoco con l'annuncio di uno specifico concorso per 21 posti di anestesisti e dell'assunzione di altri 12 professionisti per lo scorrimento della graduatoria. Ma aggiunge che l'effettiva presa di servizio avverrà non prima di settembre.  E intanto, che si fa? La carenza investe tutta la Campania, ma Mario Forlenza, direttore generale dell'Azienda sanitaria locale partneopea, annuncia un provvedimento-tampone, cioè lo sblocco di attività in autoconvenzione in deroga alla normativa del settore, solo per quanto riguarda gli anestesisti.

La signora Peduto, nell'intervista a Fanpage.it, dice di essere stata indirizzata dal medico curante presso l'Istituto Oncologico Pascale, ma si dà pena per chi è nella sua stessa situazione e – magari – aspetta un intervento che potrebbe avvenire in ritardo proprio per la mancanza di anestesisti. E il ritardo, nelle patologie neoplastiche, è letale. Tra l'altro la sbandierata Rete oncologica che dovrebbe abbattere i tempi di attesa non è ancora partita e, dal racconto della signora,  il consiglio del suo medico l'avrebbe "salvata" da un'attesa quasi sicuramente pericolosa.

Apriti cielo: una nota della Regione Campania, sostenendo di essere invece un'eccellenza nella cura e nell'assistenza dei malati oncologici,  critica la paziente e il medico reo di aver parlato di tale increscioso e grave problema alla sua paziente, motivando il fatto di non poterla seguire nel percorso chirurgico. Tanto è bastato perché venisse annunciata una indagine interna per "verificare le singole responsabilità e per eventualmente assumere conseguenti sanzioni disciplinari", si legge. "La signora sarebbe potuta rivolgersi a qualsiasi delle strutture ospedaliere che sono pienamente in grado di poter affrontare questo tipo di interventi – continua la nota –   Appare pertanto del tutto ingiustificato voler segnalare la carenza di anestesisti all'ospedale Incurabili rispetto all'assistenza che viene sempre e comunque assicurata ai pazienti".  Ma all'ospedale Incurabili, in base alla lista d'attesa di giugno 2018 pubblicata su sito dell'Asl Napoli 1 (consultabile qui) ci sarebbero 14 donne in attesa di un ricovero presso la struttura, che – come ammesso anche da  Forlenza – patisce un rallentamento come tante altre strutture dell'Asl. Si tratta di donne con il tumore al seno, che in Campania miete più vittime che altrove (più 25 per cento rispetto alla media nazionale). Donne che non possono aspettare tanto e che, secondo la lista ufficiale, sarebbero lì in attesa e dovrebbero essere operate tutte entro il mese. La denuncia di Maria Dolores, dunque, sembrerebbe tutt'altro che uno sfogo o qualcosa di inopportuno.

"Come Federconsumatori e come Comitato Sanità Campania siamo preoccupati – afferma Carlo Spirito, avvocato che collabora con le due realtà campane – Siamo ancora in attesa di verificare la realizzazione di percorsi oncologici utili a costituire una unica Rete regionale. L'hanno annunciata, c'è una delibera regionale che prevede che si vadano ad attuare questi percorsi, ma da qui a che vengano attuati ce ne passa, hanno addirittura problemi informatici legati alle piattaforme.  Per quanto riguarda l'Asl Napoli 1 noi restiamo stupefatti verificando dal report sugli esiti dei ricoveri 2017 che l'Asl per tumore mammario ha effettuato solo 32 interventi, dei quali 12 presso l'ospedale Incurabili. Attualmente agli Incurabili sembrerebbero in lista solo 14 utenti presso il reparto di neoplasia mammaria, che in teoria dovrebbero essere smaltiti nell'immediatezza. Tra l'altro,  l'Asl nell'atto aziendale non prevede più questo reparto. Vorremmo capire se l'Asl intende dismettere completamente questo ramo del servizio pubblico in quanto affidato alle altre aziende ospedaliere. E in quel caso sarebbe un atto dovuto che anche per gli altri utenti in attesa agli Incurabili venga disposto il trasferimento in altre liste d'attesa, formalizzando da parte dell'azienda l'interruzione del servizio non più erogato".

Sempre nella nota, la Regione Campania aveva sottolineato "tempi d'intervento all'avanguardia" per quanto riguarda l'oncologia. Peccato, però, che sia molto difficile consultare i registri delle prenotazioni: "Vogliamo che diventino pubblici o che se ne consenta l'accesso agevole ai cittadini e alle associazioni – chiosa Spirito – Noi abbiamo chiesto più volte l'accesso a varie aziende". Riscontro? Nessuno.