Cambiano le regole per entrare a Palazzo san Giacomo, la sede del Comune di Napoli, casa di tutti i napoletani. «Motivi di sicurezza», precisa la disposizione firmata dal direttore generale Attilio Auricchio. Ma scoppia subito un putiferio. Dipendenti comunali e sindacati attaccano, perché il dispositivo di cui si apprende in mattinata dà la possibilità di entrare dal portone principale di piazza Municipio solo al sindaco, agli assessori e ai loro staffisti, ai dirigenti apicali, come il direttore generale o il ragioniere capo, nonché agli «ospiti di riguardo». Ma tiene fuori tanti altri. Sì al comandante della Polizia Locale, per esempio, ma no agli ufficiali di alto grado. Ok per consiglieri comunali e presidenti di Municipalità. Mentre tutti gli altri, compresi gli assessorini e i consiglieri dei parlamentini, nonché i dirigenti di grado inferiore, i dipendenti comunali, i giornalisti invitati alle conferenze stampa e i comuni cittadini sono costretti a entrare dalla porta secondaria su via Imbriani. Per i «consiglieri e gli assessori delle Municipalità», precisa la nota, la disposizione è giustificata, «considerato da un lato l’elevato numero, dall’altro le rare occasioni di presenza in Palazzo San Giacomo, al fine di non creare disagi e difficoltà operative al personale di vigilanza».

Due pesi e due misure che mandano su tutte le furie i sindacati. «Atto classista – scrivono in una nota Cisl, Uil e Csa – entrano “mega dirigenti” e staffisti, mentre il resto è plebe». Ne nasce uno scontro aspro. L'amministrazione getta acqua sul fuoco: «Si tratta del rinnovo delle modalità di entrata e di uscita dal Palazzo comunale che da anni vengono osservate dal drappello della Polizia Municipale – chiarisce in una nota nel tardo pomeriggio – La necessità di rinnovare la disposizione nasce dalle nuove modalità di registrazione dei pass dei visitatori che si recano negli uffici di piazza Municipio dal varco di via Imbriani: modalità che garantiscono anche una maggiore sicurezza sia ai visitatori che ai lavoratori del Palazzo».

Intanto, però, arriva anche il dietrofront del Comune. La disposizione di Auricchio viene modificata nel pomeriggio. Nella nuova versione l'accesso dal portone principale viene negato anche agli staffisti. Dovranno entrare anche loro dall'ingresso secondario di via Imbriani. I sindacati prendono atto con una nuova nota diramata in serata: «Con la modifica alla disposizione nel pomeriggio – scrivono Cisl, Uil e Csa – si elimina quell'insopportabile divisione ta persone di potere e non. È importante che il sindaco abbia colto che non vi era polemica strumentale da parte sindacale e che lo sdegno dei dipendenti era vero. Abbiamo sempre dimostrato che con il dialogo e il confronto di merito si possono governare processi anche complessi e difficili. Contiamo si riprenda questa strada anche su temi di natura organizzativa che come quello odierno toccano valori e sensibilità importanti. La sicurezza della casa comunale è un tema importante, non la si ottiene dividendo i lavoratori in classi di censo e potere».

La disposizione, insomma, secondo il Comune, esisteva già da anni e sarebbe stata solo modificata. Le regole sugli accessi a San Giacomo ricordano molto le misure prese già dall'ex sindaco del Rinascimento napoletano Antonio Bassolino, subito dopo l'elezione, all'inizio degli anni '90. Erano i tempi del post Tangentopoli e sotto Palazzo San Giacomo c'era un via vai di personaggi. La stretta sulla sicurezza per gli accessi si è rafforzata poi negli anni della giunta Iervolino e in quella de Magistris, a cominciare dal monitoraggio con le telecamere brandeggiabili puntate sul portone principale, dopo le polemiche seguite ad alcuni atti di vandalismo e alle “spaccate” che avevano colpito alcuni negozi adiacenti.

Attilio Auricchio ‘chiude' il Comune

La disposizione di Auricchio reca anche altre regole. Divieto assoluto di «qualunque assembramento nell’androne di palazzo San Giacomo», così come «è vietato l’ingresso alle persone di abbigliamento inadeguato: calzoncini corti, canottiere, assenza di calzature». E raccomandazioni:«Entrambi i cancelli, sia quello pedonale che quello del parco automezzi, devono rimanere sistematicamente chiusi ed essere aperti solo al momento del passaggio».

«La sede di rappresentanza del Comune di Napoli, Palazzo San Giacomo – scrive Auricchio – viene quotidianamente vissuta oltre che dagli amministratori e dal personale dipendente anche da visitatori degli uffici e da maestranze addette alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edificio. L’osservanza di opportune norme procedurali che disciplinano l’ingresso in tale sede consente una maggiore migliore organizzazione interna che incide positivamente sulla funzionalità degli uffici. Inoltre, procedure codificate e pertanto ben definite facilmente controllabili determinano un innalzamento dei livelli di sicurezza. Nel corso degli anni sono state dettate precise regole per l’accesso a palazzo San Giacomo, che a seguito di recenti spiacevoli episodi che si sono verificati all’interno della sede, si ritiene necessario integrare e coordinare anche al fine di incentivarne il pieno rispetto».

La protesta dei sindacati

«L'ingresso di Palazzo San Giacomo diventa simbolo del potere», avevano tuonato in mattinata con un comunicato Agostino Anselmi (Cisl Fp), Annibale De Bisogno (Uil Fpa) e Francesca Pinto (Csa), firmatari della nota dei sindacati. «Con la disposizione del 13 maggio, l'Amministrazione Comunale – scrivevano prima della modifica pomeridiana – ha disposto il divieto d'ingresso dal portone principale per la "plebe”, riservando ai pochi eletti e unti del Signore di poter oltrepassarlo quale acclamato simbolo di potere e di casta. Potranno accedervi solo mega dirigenti, politici, staffisti di Sindaco e Assessori e dipendenti dei servizi e segreterie vicine al potere quale cerimoniale, Dipartimento Gabinetto, Ufficio Stampa. Una specie di divisione in caste priva di qualsiasi logica, funzionale solo ad attribuire simboli di potere che allontanano le persone dalla politica e dalle istituzioni. Una disposizione che attendiamo sia applicata a partire dal liberare il cortile da auto e moto non autorizzate. Sarà divertente – concludono – immaginare alcuni episodi: con i dirigenti apicali che potranno entrare, mentre i dirigenti di area che li accompagnano dovranno fare il giro del palazzo. In un gruppo di staffisti, dirigenti e funzionari comunali, consiglieri di municipalità e capitani di Polizia Municipale, entrerà solo lo staffista».

La replica del Comune di Napoli

In serata con una nota la Direzione Generale del Comune di Napoli ha replicato alle proteste dei sindacati:

Stupisce la reazione di alcune sigle sindacali sulla disposizione della Direzione Generale che regola le misure di sicurezza relative all’accesso a Palazzo San Giacomo. Si tratta del rinnovo delle modalità di entrata e di uscita dal Palazzo comunale che da anni vengono osservate dal drappello della Polizia Municipale. La necessità di rinnovare la disposizione nasce dalle nuove modalità di registrazione dei pass dei visitatori che si recano negli uffici di piazza Municipio dal varco di via Imbriani: modalità che garantiscono anche una maggiore sicurezza sia ai visitatori che ai lavoratori del Palazzo.