Un uomo di trentatré anni è stato arrestato dai carabinieri e deve ora rispondere del reato di violenza sessuale: l'uomo aveva infatti palpeggiato una donna in un corridoio del Palazzo di Giustizia di Napoli, ma era stato bloccato subito dopo dai militari dell'arma della stazione di Poggioreale e dal reparto Servizi Magistratura. Dai controlli di rito, è emerso che l'uomo fosse un trentatreenne originario del quartiere di Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli, già denunciato in passato e noto così alle forze dell'ordine. L'uomo è stato portato in caserma per le formalità dell'arresto e quindi sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa del processo, che si terrà con rito direttissimo.

Un fenomeno, quello dei palpeggiamenti, che non conosce sosta. Negli ultimi tempi si erano registrati casi in Circumvesuviana, come denunciato dalla vittima stessa, e quelli avvenuti al concerto di Anna Tatangelo in Sicilia: in quest'ultimo caso era scattato anche l'arresto per il responsabile, un 56enne fermato dai carabinieri in provincia di Messina. Le due vittime, giovanissime, erano state in quel caso una sedicenne ed una diciassettenne originarie della provincia di Salerno. Tutti casi che rientrano nel reato di "violenza sessuale", che non comprende solo lo stupro: già in passato, la Corte di Cassazione era stata chiara su questo punto, spiegando che anche i palpeggiamenti rientrano in questa categoria, perché si tratta di un comportamento la cui natura è "oggettivamente sessuale" e che, se dato intenzionalmente e senza il consenso della vittima, rientra nel reato di "violenza sessuale" vera e propria.