La vittima, l’innocente Gennaro Cesarano
in foto: La vittima, l’innocente Gennaro Cesarano

C'era anche Gianluca Annunziata, napoletano di 28 anni, nel commando che il 6 settembre 2015 fece fuoco in piazza San Vincenzo alla Sanità contro un gruppo di ragazzi, ferendo mortalmente il 17enne innocente Genny Cesarano. Lo hanno ricostruito gli inquirenti sulla base delle dichiarazioni dell'ex boss Carlo Lo Russo, mandante di quel delitto, e di Mariano Torre, esecutore materiale, entrambi oggi collaboratori di giustizia. L'ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal gip di Napoli il 25 novembre, è stata eseguita oggi, 27 novembre, nel carcere dove il 28enne già si trova detenuto per altra causa.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno ricostruito il ruolo di Annunziata nell'omicidio di Genny Cesarano, collocando il giovane nel commando di camorra che si rese responsabile della morte del 17enne e del tentato omicidio di altri quattro ragazzi che si trovavano in piazza. A decidere quel raid di fuoco fu Carlo Lo Russo, all'epoca alla guida del clan che porta il suo cognome, che era impegnato nella faida contro il gruppo Esposito-Genidoni del Rione Sanità; Cesarano, che era in strada con degli amici, non era inserito in contesti criminali e fu una delle "vittime collaterali" di quella guerra di camorra.

Per quell'omicidio sono stati già sottoposti alla custodia cautelare, e con sentenza di primo grado confermata in Corte di Assise di Appello, Mariano Torre, Luigi Cutarelli, Ciro Perfetto e Antonio Buono. Gianluca Annunziata è stato già condannato, in via non definitiva, per estorsione aggravata dal metodo mafioso, come associato al clan Lo Russo, e di recente è stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare per l'omicidio di Vincenzo Priore, ucciso nel novembre 2012 nella Masseria Cardone.