Chi lo ha aiutato durante gli spostamenti, in che modo gli arrivava il denaro, chi ha sorvegliato i suoi rifugi e chi lo ha aiutato a trovarne di nuovi. In poche parole, chi ha coperto e favorito la sua latitanza. Il giorno dopo l’arresto di Marco Di Lauro gli investigatori si concentrano sulla rete di protezione che ha garantito al giovane boss di restare un fantasma per ben 14 anni, spostandosi chissà dove e tornando anche nella sua città e nelle sue zone. Perché su questo non ci sono dubbi: malgrado il suo ultimo covo fosse modesto, un semplice appartamento senza nessun bunker e senza guardaspalle, la latitanza di Di Lauro è costata, e anche tanto. C’era da proteggerlo dalle continue indagini delle forze dell’ordine, che da quella notte del 2004, quando scampò alle manette, non hanno mai mollato la presa, ma c’era anche da tenerlo al sicuro da eventuali agguati da parte dei clan rivali, che puntando a lui potevano indebolire i gruppi per i quali era ancora un punto di riferimento.

Intorno all’abitazione di via Emilio Scaglione, dove Marco Di Lauro era con la fidanzata, non sarebbero state trovate delle telecamere di sorveglianza. Niente “guaglioni” armati sistemati all’angolo delle strade, che avrebbero cozzato con la strategia di basso profilo, ma gli investigatori hanno cercato occhi elettronici che avrebbero potuto avvisare se polizia e carabinieri si fossero troppo avvicinati al covo. E che, però, non sono sarebbero serviti quando la Dda ha individuato la casa dove si nascondeva F4, come veniva indicato nei libri contabili del clan, quarto figlio di Paolo Di Lauro.

Ora gli investigatori stanno cercando di ricostruire gli ultimi giorni della fuga, per capire da quanto tempo fosse in quella casa e dove fosse in precedenza.

Oltre che su Napoli, le indagini si concentrano anche sull’eventuale aiuto che potrebbe essere arrivato dal clan Tamarisco: con Marco Di Lauro c’era anche la fidanzata, che sarebbe legata al clan di Torre Annunziata, che potrebbe quindi aver fornito un ulteriore appoggio logistico su canali che andrebbero oltre i confini campani.