Ricercatore a tempo pieno all'Università e contemporaneamente consulente e professionista con una propria società con numerosi incarichi retribuiti per conto di enti pubblici e aziende private. Scure della Corte dei Conti della Campania sull'architetto Guido Riano, già assessore provinciale di Napoli, condannato a pagare 547.959,78 euro di risarcimento alla Federico II di Napoli, per i “doppi incarichi” di docente a tempo pieno e professionista a partita Iva, vietati dalla legge. Inchiesta condotta dal pm contabile Davide Vitale e partita a seguito di indagini della Guardia di Finanza, Brigata di Baia, nel 2017. Tra gli incarichi finiti nel mirino della Procura Contabile della Campania, anche la progettazione del Molo San Vincenzo, da piazzale della Vela ai giardini del Molosiglio, a Napoli, del corridoio Funicolare di Chiaia-stazione piazza Amedeo Linea 2, per conto di Anm, nonché del polifunzionale dell'ex area industriale Radaelli e del Parco di Villa Ferretti sotto il Castello a Bacoli.

L'inchiesta della Corte dei Conti

Riano, professionista molto noto in Campania, secondo la ricostruzione della Corte dei Conti, dal 1 novembre 2009 al 31 ottobre 2013 era stato ricercatore confermato in regime di tempo pieno presso il Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Successivamente, è diventato, su domanda, ricercatore a tempo definito, fino al pensionamento avvenuto a novembre 2014. Al “prof-architetto”, il Collegio della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti della CampaniaSalvatore Nicolella presidente, Robert Schulmers von Pernwerth e Benedetta Cossu consiglieri – ha contestato in particolare “l'omesso versamento all'Università dei compensi percepiti per attività libero-professionale, nel periodo che va dal 2010 al 31 ottobre 2013”, sia a titolo personale che tramite la società Riano Architettura Srl

“Dal 25 settembre 2009, infatti – secondo la Procura contabile – Riano è stato amministratore unico e direttore tecnico di una società di ingegneria denominata “Riano Architettura srl” di cui deteneva una quota di partecipazione pari al 95% del capitale sociale – il cui oggetto sociale ricomprendeva, oltre alla progettazione di opere di ingegneria, anche ulteriori prestazioni, quali le relative ricerche di fattibilità, le valutazioni di carattere economico, il reperimento di fondi fino allo svolgimento di servizi di formazione e qualificazione del personale, ragione per la quale non può essere considerata come una società di professionisti, bensì come una società commerciale”.

I doppi incarichi per i prof a tempo pieno vietati dalla legge e dal regolamento della Federico II

La legge, infatti, "vieta ai dipendenti pubblici di svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall'amministrazione di appartenenza". Inoltre, a novembre 2012 la Federico II ha approvato un “Regolamento per l'autorizzazione di professori e ricercatori universitari allo svolgimento di incarichi extraistituzionali”, che indica quali sono le attività assolutamente incompatibili, liberamente esercitabili e gli incarichi soggetti ad autorizzazione. Secondo i giudici, l'architetto Riano avrebbe dovuto “informare preventivamente l'Ateneo dello svolgimento di attività extraistituzionali”, mentre sarebbe incorso in diversi casi nel “divieto di esercizio di attività libero-professionale nel periodo di impegno a tempo pieno”.

La difesa di Riano: "Sempre garantite le lezioni"

La difesa dell'architetto Riano, assistito dall'avvocato Aldo Starace, ha ribadito, ad ogni modo, che il ricercatore “ha sempre garantito lo svolgimento regolare dell'attività didattica e ricerca negli anni accademici 2009-2014”. Mentre l'Università, nel 2018, ha chiesto all'architetto il ristoro solo della differenza di retribuzione tra ricercatore a tempo pieno e a termine nel periodo tra il 2009 e il 2013. Nel secondo caso, infatti, le consulenze e gli incarichi esterni sono ammessi.