“Il welfare al Comune di Napoli dopo di me? Al momento il Municipio non ha un assessore alle Politiche Sociali, ma solo una delega assegnata all'assessore al Lavoro, che rispetto, per carità. Ma il welfare ha bisogno di un assessorato tutto suo. De Luca? È il candidato della coalizione di centrosinistra in cui si colloca DemoS. In passato ho mosso critiche ad alcune sue scelte, ma sempre entrando nel merito delle questioni che riguardavano le mie deleghe. Con il Coronavirus è stato un punto di riferimento importante per i campani” Ne è convinta Roberta Gaeta, ex assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, uscita dalla giunta De Magistris con l'ultimo rimpasto dello scorso novembre. Gaeta oggi è coordinatrice di Napoli di Democrazia Solidale (DemoS), il partito centrista, nato nel 2014, vicino al Pd di Nicola Zingaretti ai vertici democratici, che ha in Pietro Bartolo, medico di Lampedusa ed europarlamentare, e Mario Giro, presidente di DemoS e viceministro degli affari esteri nei governi Renzi e Gentiloni, i suoi riferimenti nazionali.

Gaeta, come mai questa scelta?

“Non è un cambiamento, ma un modo per proseguire con coerenza il mio impegno nel sociale. In maniera diversa. DemoS ha rappresentanti istituzionali significativi a livello nazionale e regionale. Il nostro coordinatore nazionale Paolo Ciani è consigliere nel Lazio, Andrea Fora in Umbria. Siamo presenti a livello nazionale e locale, soprattutto al centro-nord. Noi ci proponiamo di portare avanti quei principi e valori, che sono quelli che hanno sempre ispirato le mie scelte, prima da operatore del sociale, con la Cooperativa sociale Etica, di cui ho lasciato la presidenza quando sono diventata assessore al Comune di Napoli, poi da amministratore. DemoS impersona la mia idea di partito impegnato nel sociale. Quando sono rimasta libera dal mio ruolo amministrativo ho aderito con convinzione al progetto”.

A gennaio lei partecipò ad un'iniziativa di DemoS, aveva deciso già allora di aderire?

“All'epoca non avevo ancora preso la mia decisione, anche se conoscevo già DemoS. Si tratta di una formazione politica che si colloca nel centrosinistra e rispecchia i valori in cui mi riconosco”.

Alle prossime regionali lei sarà candidata?

“Sì, noi crediamo molto nelle alleanze. Sarò in una lista condivisa con altre forze solidali e progressiste, come rappresentante di DemoS, nella coalizione di centrosinistra con De Luca presidente. Ci saranno nomi conosciuti della società civile ed alcuni esponenti dei partiti. Nei prossimi giorni presenteremo la nostra proposta”.

Da assessore, lei è stata spesso critica verso De Luca, c'è stato un ripensamento?

“La questione non è essere con De Luca o contro. Quando si fa parte di una coalizione si rispettano le scelte comuni. Negli anni, comunque, ho avuto le deleghe alla Salute e al Welfare. Le mie critiche sono sempre state nel merito, mai alle persone. È chiaro che ci sono cose che non ho condiviso, ma è così che si contribuisce al cambiamento, come ho fatto anche nel mio ruolo di amministrstore. Io mi farò portavoce della posizione di DemoS, che è molto incentrata sulla visione sociale, non sull'assistenzialismo, ma sul coinvolgimento delle persone. Nel Lazio, Paolo Ciani, coordinatore nazionale di Demos, ha presentato una mozione per la de-istituzionalizzazione degli anziani nelle RSA – le case di riposo – nella quale credo fortemente anch'io. L'obiettivo è che gli anziani restino a casa assistiti. Ho lavorato a questa proposta a livello nazionale, abbiamo avuto diversi confronti online, durante la quarantena, e la mozione è stata approvata all'unanimità”.

Qual è il suo giudizio sulla giunta De Magistris dopo la sua uscita?

“La questione non è tanto com'è la giunta con o senza di me, ma com'è con o senza un assessore alle politiche sociali. In questo momento il Comune non ce l'ha, c'è solo la delega, ma il settore è assegnato all'assessore al Lavoro. Sono due comparti che richiedono a mio giudizio un totale assorbimento. Se si pensano le politiche sociali in questa maniera si vede che non le si conosce. Significa non averne compreso l'importanza”.

E sulla giunta regionale di De Luca?

“Durante il Coronavirus è stato un grande riferimento. La popolazione ne aveva bisogno. Ha fatto anche delle scelte nell'ottica della tutela dei cittadini campani”.