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Roberto è stranito dalla folla di microfoni e dai giornalisti che gli fanno domande, alcune oggettivamente al limite del ridicolo. Racconta quel che ha visto, quel che ha fatto, proprio in piazza Nazionale, lì dove da venerdì scorso tutto si è fermato e la storia della piccola Noemi, ridotta in fin di vita da un criminale che ha sparato per uccidere un altro e ha colpito la bimba e sua nonna.
L'uomo, barista al Caffè Elite, circa cinquant'anni d'età, racconta ai microfoni di Fanpage.it di essere stato il primo a soccorrere la bambina ed a portarla al sicuro all'interno del bar dietro al banco di lavoro: "Stavo lavorando e sono uscito fuori per abbassare le tende ed ho sentito degli spari. Dopo gli spari ho visto la bambina a terra, l'ho presa e l'ho portata dentro, sembrava che stesse bene, le abbiamo dato acqua e zucchero, le ho tolto il giubbotto per vedere se era ferita ma non aveva niente. Sono passati 10 minuti, è arrivata la zia ed ha chiesto della bambina, l'ha portata in bagno per fare pipì e si è accorta che aveva una piccola ferita, è uscita piangendo e l'ha portata in ospedale. Solo dal telegiornale ho saputo che era in gravi condizioni".
Roberto racconta quei momenti terribili: "Io ero pieno di paura, ma non per me ma per la bambina, anche io ho un nipote di 3 anni e in quel momento non ho capito niente, solo per salvare la bambina. È stata la volontà di Dio che mi ha dato la forza per farlo. Ho saputo dai tg che la bimba era grave in ospedale. Cosa ho pensato? Non lo so nemmeno, ero pieno di paura". Poi arriva inevitabile la domanda su Napoli: "Com'è qui? È come tutte le altre città. Nel bene e nel male".
Giornalista napoletano, a Fanpage.it dal 2012, videoreporter si occupa di cronaca, politica, inchieste ed approfondimenti. Tra gli autori di alcune tra le più importanti inchieste di Fanpage.it, tra cui quelle sui brogli alle primarie del Pd e lo spreco di fondi pubblici durante la pandemia da Covid 19. Si è occupato tra le altre cose, del caso Ilaria Alpi, delle navi dei veleni, della tragedia del Moby Prince e delle attività oscure dei servizi segreti italiani negli anni '90, con una serie di inchieste e reportage. Si è specializzato nei temi ambientali ed in quelli legati ai flussi migratori, è un sostenitore di Mediterranea Saving Humans, che si occupa di ricerca e salvataggio in mare nel Mediterraneo centrale. Ha lavorato all'estero in scenari di guerra in Ucraina e Palestina, realizzando diversi reportage su Fanpage.it, tra cui il mini documentario "Genocide state of mind" sulla Cisgiordania occupata. Vincitore nel 2019 del "Premio Landolfo" per il giornalismo ambientale, e del "Premio Donelli", ha vinto il premio "Terra, vita, dalla parte della legalità" nel 2022. E' stato premiato nel 2025 dall'Associazione Articolo 21, per l'inchiesta sulla morte di Mario Paciolla, il cooperante italiano morto in circostanze misteriose in Colombia nel 2020. Ho pubblicato diversi libri tra cui: "Chi comanda Napoli" (Castelvecchi 2012), "Il paese dei Veleni" (Round Robin 2014), "Nuovi Schiavi" (Round Robin 2015). Nel 2026 ha pubblicato "La barbarie e noi" (Mar dei Saragssi edizioni) raccogliendo quattro anni di lavoro come giornalista intorno alle guerre alle porte dell'Europa.