Assembramenti, mascherine abbassate e distanze sociali poco rispettate: è stato un pomeriggio molto intenso quello vissuto quest'oggi a Mondragone per l'arrivo del leader della Lega Matteo Salvini, per il primo dei due giorni dedicati al territorio casertano (domani sarà infatti atteso a Castel Volturno). Ma è polemica anche per qualche stretta di mano di troppo e per un lungo dialogo con un uomo in quarantena che proprio Salvini non ha temuto di avere, davanti alle palazzine ex Cirio.

Il pomeriggio di Mondragone è iniziato subito in maniera "movimentata", quando cioè sono iniziate le prime contestazioni in vista dell'arrivo del leader della Lega. La situazione era sembrata tutto sommato sotto controllo, poi all'arrivo di Matteo Salvini gli animi si sono resi subito incandescenti, tanto che la polizia ha dovuto effettuare alcune cariche di alleggerimento per allontanare i manifestanti. Poi lo stesso comizio di Salvini è saltato ("hanno tagliato i cavi elettrici", ha poi spiegato lo stesso ex ministro dell'Interno), ma la situazione è peggiorata ulteriormente, e si sono registrati ulteriori scontri, con manganellate che hanno raggiunto anche i cronisti presenti. Poco prima, invece, Salvini si era fermato per parlare con alcune persone, tra cui un uomo che si trova in quarantena da quando è stato scoperto il mini-focolaio di Mondragone (che oggi ha fatto registrare altri 23 casi, che si aggiungono ai 43 già scoperti nei giorni scorsi). Nel discorso con l'uomo, Salvini ha ascoltato le sue ragione di "recluso" in casa, aggiungendo poi che "il motivo per cui sono venuto è questo, dare voce ai cittadini per bene". Alla fine c'è stata anche una stretta di mano tra i due, prima che Salvini si allontanasse verso il comizio che poi sarebbe saltato poco dopo.