Cristina Acri e Matteo Salvini
in foto: Cristina Acri e Matteo Salvini

Il bagno di folla che ha accolto Matteo Salvini ad Afragola ha riempito il petto di orgoglio del Sindaco del grosso comune alle porte di Napoli, Claudio Grillo, imprenditore nel settore della grande distribuzione di prodotti per lo sport, che ha vinto le elezioni dell'estate scorsa a capo di una coalizione di centro destra. Salvini ha detto che Grillo è un Sindaco della legalità e che: "Userà tutti gli strumenti del decreto sicurezza per migliorare la qualità della vita dei cittadini di Afragola". Ma qual è la relazione tra legalità e politica ad Afragola ? Andando oltre gli slogan e i bagni di folla basta scavare appena in superficie per trovare diverse buchi neri.

La "mano" di Nespoli, condannato per bancarotta fraudolenta

La prima fila ad attendere Matteo Salvini all'ingresso del Comune di Afragola era composta dal Sindaco Grillo e dal sottosegretario con delega al Mezzogiorno Pina Castiellodeus ex machina del territorio e plenipotenziaria della Lega in Campania. Già deputata e consigliera regionale della Campania, la Castiello proviene da una ricca famiglia di imprenditori di Afragola, ed ha deciso di sostenere Grillo alle ultime elezioni amministrative per riprendersi il Comune dopo 5 anni di guida Pd con l'ex senatore Mimmo Tuccillo. L'altro sponsor di Luigi Grillo non era presente ieri, troppo scomoda la sua figura, si tratta di Vincenzo Nespoli, ex senatore e Sindaco di Afragola. Da sempre in Alleanza Nazionale, Nespoli è stato condannato in primo e secondo grado a 5 anni per bancarotta fraudolenta, per il fallimento dell'istituto di vigilanza "La Gazzella" di cui è stato ritenuto socio occulto. Secondo i giudici, Nespoli utilizzava l'istituto di vigilanza "come strumento di scambio politico attraverso assunzioni clientelari". Secondo i giudici il denaro destinato ai contributi dei lavoratori sarebbe stato distratto e utilizzato in operazioni di speculazione edilizia, agevolate dal ruolo politico di Nespoli, che era appunto Sindaco di Afragola. Proprio Nespoli e Castiello avrebbero dato un supporto determinante a Claudio Grillo nella sue elezione, a cominciare dalla composizione delle liste a sostegno del candidato Sindaco. Dopo la vittoria del giugno scorso, Nespoli non ha resistito e dopo una campagna elettorale in sordina con poche apparizioni si fece fotografare sul balcone del Comune di Afragola insieme al neo eletto sindaco Grillo.

A sinistra Vincenzo Nespoli accanto al Sindaco Claudio Grillo sul balcone del Comune di Afragola
in foto: A sinistra Vincenzo Nespoli accanto al Sindaco Claudio Grillo sul balcone del Comune di Afragola

 Il marito dell'assessore e i centri per migranti della ‘ndrangheta

Assunto del sostegno del condannato Vincenzo Nespoli, nella stessa giunta del Comune di Afragola troviamo ritroviamo un personaggio legato ad una vicenda abbastanza oscura. Cristina Acri è l'assessore allo Sport, alla scuola e alle politiche giovanili della giunta di Grillo: avvocato, già consigliera di opposizione al comune di Afragola per Fratelli d'Italia, è risultata essere la più votata alle ultime elezioni amministrative per la lista civica "Afragola viva". Suo marito, Aniello Esposito, è stato arrestato dalla DDA di Catanzaro nel gennaio del 2018 nell'ambito di una vasta operazione contro la Ndrangheta che portò a 169 misure cautelari. Secondo le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro il marito dell'assessore Acri gestiva per conto della Ndrangheta diversi centri di accoglienza per migranti in Campania. Tre in totale, uno a Cirò Marina in Calabria, uno a Dugenta in provincia di Avellino e il terzo proprio ad Afragola. Le condizioni del centro gestito da Esposito, poi chiuso dopo il blitz dell'antimafia, erano assai discutibili come dimostrò un video di Fanpage.it. Nel luglio del 2017 i migranti per protesta si barricarono all'interno del centro contro le condizioni igienico sanitarie e il clima di terrore che si viveva nella struttura gestita dalla cooperativa Terra Nostra. Nel video mostrato da Fanpage.it si vedono i gestori del centro scagliarsi contro i migranti e armarsi con oggetti di fortuna, come un bilanciere da palestra e una mazza di ferro.  Una vicenda dunque senza dubbio ben lontana dalla trasparenza, in attesa che i giudici definiscano se fosse anche lontana dalla legalità.

"Sgomberare le case occupate", ma il Sindaco ha fatto il pieno

"Bisogna sgomberare le case occupate abusivamente, come mi ha detto il Sindaco Grillo ci sono persone che aspettano da anni la loro legittima casa assegnata e invece ci sono gli occupanti abusivi. Basta" così Matteo Salvini durante la conferenza stampa nella sua visita ad Afragola. Le "case popolari occupate" sono quelle del Rione Salicelle, zona popolare di Afragola teatro di diversi traffici illeciti da tempo. Eppure alle recenti elezioni amministrative proprio Claudio Grillo è risultato il candidato più votato nel Rione Salicelle, quello delle case occupate, arrivando in alcuni seggi a prendere oltre il doppio dei voti dello sfidante ex sindaco uscente del Pd Mimmo Tuccillo. Nel programma elettorale di Grillo, che abbiamo consultato, non si è mai fatto minimo cenno allo sgombero delle case occupate abusivamente, anzi l'unico punto dove si cita almeno il Rione Salicelle riguarda il potenziamento del distaccamento periferico dei vigili urbani che ha sede proprio accanto al Rione. Quindi il problema delle occupazioni abusive è nato dopo le elezioni di meno di un anno fa? Oppure Claudio Grillo non lo ha visto fino all'arrivo di Matteo Salvini ? Di sicuro i prossimi mesi ci diranno se il Sindaco metterà mano alla questione nel territorio dove ha fatto il pieno di voti oppure la vicenda finirà nel dimenticatoio.

Il Comune contro i gestori del bene confiscato alla camorra

Ma l'impegno contro la criminalità dell'amministrazione comunale non si ferma alla parte politica e inizia a prendere atti concreti, proprio come ha chiesto Matteo Salvini. Nel giorno della visita ad Afragola del Ministro dell'Interno, l'amministrazione comunale ha di fatto revocato la concessione alle associazione che gestiscono la "Masseria Ferraioli" un bene confiscato che negli ultimi anni è diventato luogo di rinascita del territorio e di impegno contro le mafie, oltre che un'attività produttiva del territorio. Proprio le associazioni della "Masseria Ferraioli" sono stati i promotori dell'unico corteo contro la camorra fatto ad Afragola dopo le 8 bombe contro gli esercizi commerciali negli ultimi mesi. Un fatto quanto meno strano. Ma di cosa si tratta lo ha spiegato Giovanni Russo direttore della Masseria: " Abbiamo ricevuto una pec del Comune di Afragola in cui ci comunicano che, nel 2014, le particelle 31-35 e 36 della Masseria Antonio Esposito Ferraioli sono state sequestrate nell'ambito di una azione giudiziaria volta ad impedire, a chi coltivava illegittimamente il terreno confiscato, di continuare a farlo – spiega Russo in un lungo post sul suo profilo Facebook – a distanza di 4 anni, il Comune di Afragola "scopre" che le particelle sono ancora sequestrate e che quindi non possiamo fisicamente occuparle. Infatti nella pec ci informano anche che chiunque si trovi su quelle particelle commette il reato di "violazione di sigilli" e può essere arrestato. Ma quelle particelle rappresentano l'80% dell'intera superficie della masseria". Con la modifica unilaterale della convenzione, di fatto il Comune toglie ai gestori del bene confiscato i pezzi più importanti delle attività, su quelle particelle infatti ci sono: gli orti urbani dati a 120 cittadini, il museo della biodiversità e la struttura dove con un finanziamento del PON Legalità di 1,5 milioni di euro dovrebbe sorgere una casa di accoglienza per donne e minori vittime di violenza.
Insomma non c'e' che dire, un impegno costante contro la camorra.