"Siamo pentiti, chiediamo perdono". Queste le parole dei tre ragazzini, tutti minorenni, finiti in una comunità con l'accusa di aver violentato a turno una giovanissima di sedici anni la sera dello scorso 28 maggio, sullo Scoglione di Marechiaro a Posillipo. Così una sera d'inizio estate, con la fine della scuola alle porte, si è trasformata in un incubo che ancora non è finito. Almeno uno di loro sui social network aveva mostrato tracotanza, lanciando intendere che le parole della coetanea fossero false. Ora il tono delle loro dichiarazioni è di tutt'altro tenore. Difesi tutti dallo stesso legale, l'avvocato penalista Matteo De Luca,  dello studio Krogh, hanno mostrato contrizione e ammesso le loro responsabilità davanti al giudice del Tribunale di Minori Angela Draetta, dopo quattro giorni in tre diverse comunità per minori.

Tutti e tre si sono detti disponibili a scrivere alla vittima della loro violenza per mostrare quanto abbiano capito di aver sbagliato e siano desiderosi di ravvedimento. Il loro difensore si è altresì reso disponibile ad assistere i ragazzi nel percorso iniziato con l'ausilio dei servizi sociali, in modo da tentare di trasformare questa grave vicenda in un momento di svolta decisiva della loro giovane e già così toccata, vita.

il L'indagine si è aperta nel pieno dell'estate, quando la ragazza aveva trovato il coraggio di denunciare, aprendosi con la madre. Sono seguite settimane difficilissime per l'adolescente, il cui racconto è stato messo in dubbio da tantissimi coetanei e amici dei tre giovani ora sotto processo, che è stata accusata (soprattutto via social network) di essersi inventata tutto.