“Destituiti dal servizio” per uso anomalo della legge 104 del 1992. L'Anm sospende 6 dipendenti che avrebbero approfittato della norma che prevede i permessi retribuiti e altre agevolazioni per assistere i familiari affetti da disabilità o bisognosi per sbrigare invece le proprie faccende. Lettere di destituzione, in vigore da dopodomani, che equivalgono in pratica all'anticamera del licenziamento. Per rientrare in servizio, infatti, i 6 dipendenti potranno fare ricorso contro l'azienda dei trasporti.

L'indagine interna sui cosiddetti “furbetti della 104” era scattata a metà maggio. L'Anm si è affidata agli investigatori privati per scovare eventuali abusi. Un metodo previsto dalla legge, che si avvale di pedinamenti e altre forme di investigazione per individuare chi abusa del permesso per assistere un familiare ammalato, ma si trova invece a casa o svolge altre faccende private. Le indagini a campione si erano concentrate su una quarantina di dipendenti beneficiari della norma. Ma nel mirino degli “007” di Anm sono finiti 6 dipendenti, tra i quali anche un esponente sindacale, destinatari di altrettante lettere di contestazione. I lavoratori hanno presentato le controdeduzioni, che però non hanno convinto l'azienda. In questi giorni sono partite le lettere di sospensione. Adesso, i dipendenti potranno comunque fare ricorso.

I margini interpretativi della norma infatti sono molto ampi. La legge 104 garantisce il diritto ad assistere un proprio familiare in difficoltà, ma non è detto che il lavoratore debba necessariamente essere a casa del familiare o che non possa utilizzare il permesso per poter magari effettuare altre attività collegate all'assistenza. La legge prevede, comunque, una serie di controlli per scongiurare eventuali abusi, sia da parte del datore di lavoro, che può utilizzare appunto le agenzie di investigazione privata, sia da parte dell'Inps.

Il caso dell'Eav: sospesi 3 furbetti, ma uno reintegrato in appello

I precedenti di un uso distorto della 104 a Napoli non mancano. C'è il caso dell'Eav, la società dei trasporti partecipata della Regione Campania, che due anni fa ha scoperto tramite i detective privati alcuni presunti furbetti della 104. Per 3 lavoratori era scattata la sospensione, e per uno di essi il licenziamento. Il dipendente però ha fatto ricorso e lo scorso marzo è stato reintegrato dalla Corte d'Appello, anche se l'azienda ha annunciato che ricorrerà in Cassazione.

Richieste sospette per i permessi sotto Natale e Capodanno

Negli ultimi anni le maglie per stanare eventuali abusi dell'uso della 104 si sono fatte sempre più strette e i controlli più stringenti. I controlli scattano soprattutto in presenza di alcuni segnali sospetti, come la richiesta del permesso per la 104 in particolari periodi, come la domenica o a ridosso di ponti e feste, come a Capodanno o a Natale.

L'indagine interna in Anm sui beneficiari della legge 104 segue quella già avviata sulle assenze per malattia dei capiservizio sulle funicolari cittadine, che l'anno scorso portarono al blocco degli impianti per diversi giorni. Il fenomeno in quell'occasione andava a coincidere con una battaglia sindacale per l'avanzamento dell'inquadramento dei parametri contrattuali. Il caso è finito poi al centro di un esposto dell'Anm alla Procura della Repubblica.