Un’immagine del Rione Vasto, a ridosso della Stazione Centrale, presidiato dalla Polizia.
in foto: Un’immagine del Rione Vasto, a ridosso della Stazione Centrale, presidiato dalla Polizia.

Niente razzismo, ma l'ombra del racket. Ci sarebbe questo come movente per gli spari contro due persone di colore nel Vasto, il quartiere di Napoli balzato agli onori delle cronache locali e nazionali per diversi episodi di intolleranza ai danni di immigrati. L'ultimo caso, che ha visto per l'appunto due ragazzi di colore feriti a colpi di pistola, sarebbe tuttavia da attribuire ad uno dei mali "storici" di Napoli, e tutto nostrano: la criminalità organizzata.

L'ipotesi, rilanciata dal quotidiano "il Mattino", si inserisce in un quadro più grande. In pratica, l'episodio potrebbe collegarsi alla cosiddetta "scadenza" di Ferragosto per quanto riguarda il racket, la terza dopo Natale e Pasqua che la criminalità organizzata esige da commercianti e bancarellari. In pratica una sorta di "messaggio" da consegnare tanto ai ragazzi di colore che a quelli bianchi: un "invito" a non pensare di potersi sottrarre all'obolo che i criminali esigono da chi guadagna onestamente.

Il raid contro i due ragazzi di colore è avvenuto in pochi istanti: prima il trentaduenne senegalese colpito due volte alle gambe, con un proiettile che lo ha raggiunto all'inguine conficcandosi miracolosamente nel telefonino cellulare. Poi è toccato ad un secondo senegalese, di poco sotto la trentina, un ambulante spesso "impegnato" sulle spiagge della Campania: nel suo caso, mentre si stava allontanando, ha sentito un bruciore all'altezza del polpaccio. Era un proiettile che di striscio e di rimbalzo lo aveva raggiunto. I "pistoleri", manco a dirlo, due ragazzi bianchi in sella ad uno scooter, che dopo aver colpito il primo hanno girato l'angolo e ci hanno riprovato. Un possibile avvertimento su cui gli inquirenti adesso stanno indagando.