“Falcone vive in quelli che hanno visto in lui l’emblema immortale della giustizia. Il suo sorriso luminoso è per me ossigeno nel cuore”. Lo scrive il sindaco di Napoli Luigi de Magistris sul suo profilo social, ricordando il 28esimo anniversario della strage di Capaci, che il 23 maggio 1992, costò la vita al pm anti-mafia Giovanni Falcone, alla moglie e ai poliziotti della sua scorta. Uno dei colpi più duri inflitti dalla criminalità organizzata allo Stato nella storia d'Italia. “Con l’uccisione di Falcone – scrive il primo cittadino – “cosa nostra” distrugge il simbolo più potente della lotta alla mafia”.

De Magistris: “Falcone rivive in noi”

Il sindaco Luigi de Magistris, di mestiere ex pubblico ministero prima di essere eletto nella carica prima di parlamentare europeo e poi di primo cittadino di Napoli, ricorda così quell'episodio tragico della storia nazionale: “Il 23 maggio 1992 – scrive sul suo profilo social ufficiale – la mafia uccide barbaramente, facendo saltare con il tritolo l’autostrada a Capaci, Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i poliziotti Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Con l’uccisione di Falcone “cosa nostra” distrugge il simbolo più potente della lotta alla mafia. Per me un uomo che appariva indistruttibile. Una strage che doveva avere effetti politici, infatti nei giorni successivi Giulio Andreotti non diviene più Presidente della Repubblica. Un segnale inequivocabile – conclude il sindaco Luigi de Magistris – a chi era stato garante del patto Stato-Mafia”. Sul ricordo della strage di Capaci è intervenuto anche il senatore del Gruppo Misto, Sandro Ruotolo: "La mafia da allora è cambiata – ha detto – Oggi fa business al Nord Italia e lì si sottovaluta il pericolo".