«Ho aperto gli occhi per il dolore, perché lui mi stava toccando e mi faceva male. Mi insultava, mi minacciava. Mi ha anche umiliato. Non avevo i pantaloni, avevo le calze stracciate. Mi faceva male ogni parte del corpo, avevo lividi ovunque». Lei è la ragazza che ha denunciato di essere stata vittima di violenze l'8 dicembre scorso, al ritorno da una discoteca di Coroglio; sulla scorta delle sue dichiarazioni i carabinieri hanno avviato le indagini e hanno arrestato un giovane incensurato e sono ancora in corso altri accertamenti per appurare che nella faccenda non siano coinvolte altre persone. E, dietro tutta la storia, un dubbio di quelli da far gelare il sangue: potrebbe essere stata drogata con il GHB, la droga dello stupro.

Ricorda quando è arrivata nel locale, poi la memoria la riporta direttamente al ritorno a casa, mezza nuda, con una giacca che non era sua e una cintura da uomo tra le mani. Nel mezzo, nulla. Pochi flash, che con molta difficoltà tenta di mettere in fila per fare ordine in quella notte che era cominciata come una serata di divertimento ed è finita con un incubo di cui porta ancora addosso le conseguenze. Ha contattato Fanpage.it per mettere in guardia le altre ragazze, sperando che nessun’altra debba vivere l’esperienza che l’ha segnata.

“Non ricordo come sono entrata in quell’automobile – dice – riesco solo a sentire ancora il dolore che provavo, l’imbarazzo, il disagio, la paura. Mi faceva male. Penso che mi abbiano fatto bere a mia insaputa una droga che qui in Italia è ancora poco conosciuta, anche se utilizzata. Non ho deciso di denunciare solo per me, ma l’ho fatto per tutte le donne che subiscono e hanno subìto violenza”.

Resta l'interrogativo su quei vuoti così profondi. E resta una strana, inquietante coincidenza: nell'inverno scorso furono ritrovate sulle spiagge di Bagnoli parecchie confezioni vuote di Alcover, un farmaco che si usa per la disintossicazione degli alcolisti e che può causare uno stato di incoscienza e la perdita dei ricordi. Il ritrovamento e i successivi accertamenti non portarono a elementi tali da ritenere che circolasse nei locali della movida, ma forse la testimonianza della ragazza apre a uno scenario diverso. Di quelli che fanno paura.